martedì 27 giugno 2017

E se il morbillo non fosse un evento così temibile da evitare ad ogni costo?

Come tutti sappiamo, in questi giorni si parla di vaccinazioni come mai avvenuto in passato  e, fra i vari argomenti per convincere gli scettici,  si fa leva sulla pericolosità di una malattia assai comune come il morbillo e sulla sua recente recrudescenza, "tutta colpa dei non vaccinati", secondo chi pontifica facendo informazione di regime (dimenticando che le malattie infettive sono tutte caratterizate da un andamento parecchio fluttuante nel tempo, e non è che la peste bubbonica del '600 sia scomparsa per merito di un vaccino).

Non è adesso il caso di sciorinare argomenti vecchi o nuovi nel tentativo di dirimere questa ormai annosa diatriba, su cui sono stati già scritti fiumi di inchiostro. 

Comunque,  visto che siamo in argomento, voglio fare un'eccezione passandovi una notiziola fresca fresca che potete leggere qui, una di quelle chicche da leccarsi i baffi e da spiattellare subito sotto il naso alla Lorenzin e a Burioni, se solo fossero disposti a guardare oltre la punta del loro naso. Si tratta di uno stralcio  di un libro non ancora disponibile in italiano, ma che sta già facendo molto rumore anche da noi, un libro che sgretola la teoria dell'immunità di gregge (almeno per quanto riguarda il morbillo), colonna portante su cui poggia tutta la propaganda pro-vax.

Voglio invece questa volta, sempre a proposito del morbillo, che è lo spauracchio del momento, mostrare un aspetto del problema mai considerato in quanto  si dà per scontato che questa manifestazione esantematica sia una malattia come le altre, ossia, secondo la mentalità figlia dello scientismo, un incidente di percorso,  qualcosa di avverso che ci piove addosso nei confronti del quale siamo tutti potenzialmente esposti e dunque da evitare (cosa che in questo caso per fortuna possiamo fare grazie alla protezione di un vaccino, sempre secondo il pensiero ufficiale).

E se il problema fosse a monte? Se si trattasse cioè non di una vera e propria malattia ma di un fenomeno fisiologico, una tappa del percorso di crescita di un individuo dalla nascita fino all'età adulta?

A suggerirlo però non è la scienza, che relegherebbe immediatamente una teoria del genere nel novero delle fandonie, ma la macrobiotica che, partendo da un punto di vista diamentralmente opposto (ma complementare!) a quello scientifico, considera tutti i fenomeni in funzione della dialettica universale yin/yang. La visione olistica su cui si fonda la macrobiotica completa infatti, grazie a questa complementarietà, quella scientifica tradizionale conferendole un senso, che è poi quello che alla fine interessa. Questo è importante da capire, visto che la scienza, a causa della sua visione riduzionistica e materialistica non è sempre in grado di dare una spiegazione esaustiva a tutti i fenomeni naturali, che non si lasciano scomporre in parti sempre più piccole fino a perdere apparentemente ogni nesso fra loro senza dar  luogo alla nota "paralisi da analisi" (notare l'assonanza). Perciò il fatto che una teoria non sia "scientificamente provata" non dimostra affatto la sua falsità.

Dunque chi crede nella religione della scienza come unica fonte di verità farà meglio ad astenersi dal proseguire la lettura.

Fatta questa doverosa premessa, si deve almeno riconoscere la plausibilità di questa teoria, visto che il morbillo colpisce praticamente tutti i bambini, e quelli che non lo manifestano sono destinati per lo più a beccarselo in età più avanzata. Questo dovrebbe far riflettere: possibile che i bambini siano tutti ugualmente suscettibili nei confronti dello stesso virus, così cattivo e  inesorabile da farli ammalare mettendo addirittura a repentaglio la loro vita? La scienza non spiega perchè siano proprio i bambini i più colpiti.

Inoltre il morbillo fino a pochi decenni fa non ha mai fatto tanta paura al punto da pensare a vaccinazioni di massa e le complicazioni, inclusi i decessi, erano estremamente rare. Il sottoscritto, per esempio, non si è mai vaccinato per questa malattia (vaccino che del resto ai suoi tempi neanche esisteva e il morbillo era considerato un evento del tutto normale e forse anche benefico per un bambino), non ha preso particolari precauzioni durante il suo decorso, l'ha fatto sfogare e... come vedete è ancora qui vivo e vegeto. Nè si può pensare che io sia un'eccezione: leggete qui, per favore.

Ma allora come mai tutto questo allarmismo che ci fa pensare che una banale malattia sia improvvisamente diventata così pericolosa e mortale? Sarà colpa della costituzione delle persone che si indebolisce sempre più a causa degli stili di vita moderni, delle diete spazzatura, dei contaminanti ambientali, dei mutamenti del microbiota, dei tanti, troppi farmaci consumati, inclusi antibiotici e vaccini?

In realtà tutto ha un senso e la natura non fa mai le cose a caso. Secondo la macrobiotica il morbillo rappresenta una fase dello sviluppo del bambino in cui si libera di qualcosa che aveva contratto nel periodo prenatale e che non lo aiuta ad adattarsi alla nuova fase di vita. Qualcosa di analogo alla muta dei serpenti, che si sbarazzano della vecchia pelle  appena pronta la nuova.

Dobbiamo però prima capire che ogni disturbo esprime una disarmonia col nostro ambiente, dato che tutto è in relazione col tutto. Perciò, che lo vogliamo o non, noi interagiamo di continuo col nostro ambiente, ma se non ci sappiamo adattare in modo armonico ai suoi cambiamenti, l'adattamento avverrà comunque, perchè è ineludibile, solo che lo farà a nostre spese, in quanto saremo costretti a soffrire in qualche modo e a limitare le nostre potenzialità e la nostra libertà per poter sopravvivere. 

Per esempio, se durante il periodo estivo assumiamo troppi elementi yin (espansivi, disperdenti e raffreddanti), come frutta (specie quella di origine tropicale, poco adatta al nostro clima temperato, es. banane, ananas, pomodori ecc.), gelati, dolciumi (anche se naturali e integrali), latte (anche se vegetale), yogurt, bibite (soprattutto se industriali e zuccherate), succhi di frutta, spezie, eccitanti, alcolici, quando sarà arrivata la nuova stagione il nostro organismo si troverà impreparato ad affrontare il clima più fresco (che richiederà una condizione più contratta, cioè yang, per concentrare il calore) e così cercherà di sbarazzarsi dell'eccesso di yin accumulato nei mesi precedenti dando luogo a sfoghi sotto forma di raffreddori, influenza, tosse, per citare i più comuni problemi tipici di questo periodo (ricordiamo che virus e batteri non c'entrano niente: essi sono solo ospiti opportunisti che innescano determinate reazioni, e non la causa delle malattie).

Analogamente, se durante la stagione fredda si consumano troppi alimenti yang (es. cibo animale, sale, prodotti da forno) a inizio di primavera subentreranno altri tipi di disturbi, come spossatezza o febbre primaverile.

Ebbene col morbillo avverrebbe qualcosa di simile: il piccolo, essendo stato nutrito durante il periodo di gestazione esclusivamente dal sangue materno, un alimento decisamente yang data la sua natura animale, deve scaricare questo eccesso per adattarsi alla vita nel nuovo ambiente e poter avere una crescita armonica e regolare (la crescita è un fenomeno yin in quanto implica un'espansione). Infatti già il latte materno è un alimento più yin di quello assunto nella fase intrauterina.

Il morbillo, che si manifesta all'inizio con sintomi simili a quelli del raffreddore o di un'influenza (congiuntivite, catarro, febbre, malessere generale, stanchezza, anoressia) prima della manifestazione esantematica, sarebbe dunque una modalità di eliminazione di  quell'esubero per poter affrontare meglio la nuova fase della vita e non andrebbe pertanto contrastato, bensì sostenuto, aiutato a sfogarsi. Solo così il sistema immunitario ha modo di maturare, rinforzarsi e affrontare le sfide future.

Per fare ciò è sufficiente rendere più yin l'ambiente in cui vive il bambino (yin attira yang), il che significa in pratica assicurarsi che la stanzetta dove passa la maggior parte del suo tempo sia più silenziosa e tranquilla possibile, poco illuminata, fresca e umidificata, cosa che si può realizzare collocando nella stanza una pentola piena di acqua bollente, oppure un umidificatore o semplicemente coprendo i caloriferi con un panno bagnato. Ovviamente il piccolo dovrà per tutto questo periodo essere tenuto il più possibile a casa e a riposo anche fino a una settimana dopo la scomparsa della malattia.

Secondo la macrobiotica il morbillo prima arriva, meglio è: idealmente dovrebbe presentarsi entro i primi tre anni, ma se la dieta del bambino o quella di sua madre durante il periodo di allattamento è troppo yin (vedere sopra), questo eccesso di yin finisce col trattenere lo yang all'interno e così il morbillo può ritardare anche di parecchi anni (io per esempio, a causa della dieta inadeguata, l'ho avuto verso gli 8-9 anni ed è risaputo che gli adulti non ne sono immuni). Dunque è importante che madre e figlio seguano una dieta equilibrata, evitando ogni estremo sia di yin che di yang. Questa, magari affiancata all'assunzione di probiotici di qualità per sostenere meglio il sistema immunitario, non potrà che facilitare il decorso della malattia.

Ma tornando a questa, è della massima importanza, appena comparsa la febbre, non fare niente per abbassarla (a meno che non sia troppo alta) nè con farmaci, nè con altri rimedi casalinghi, perchè è proprio in questo modo che avviene la scarica. Se la si contrasta in qualche modo, la malattia viene rimandata all'interno e si ripresenterà  in futuro in forma più violenta. La natura non si lascia imbrogliare, e se interferiamo sui suoi processi prima o poi ci presenterà il conto... con gli interessi.

E' con ogni probabilità proprio questo il motivo delle complicazioni da morbillo (e non solo) oggi  più frequenti di una volta anche fra gli adulti (parliamo di encefalite, meningite, otite, polmonite morbillosa ed altro) e non la mancata copertura vaccinale (se ne parla approfonditamente proprio nell'articolo su linkato). Un approccio che si limita a sopprimere i sintomi mediante antibiotici, antipiretici, antidolorifici, anti-tutto e  vaccini (ineccepibile, secondo i soliti esperti, perchè "scientifico") dimostra di non comprendere il significato della malattia, creando così le premesse di più gravi problemi futuri.

Comunque, come dicevo poc'anzi, se la temperatura sale al di sopra dei 39° è opportuno prendere le dovute precauzioni perchè può portare alle gravi complicazioni appena citate: basterà un impacco di tofu o di clorofilla tenuto sulla fronte, che andrà levato appena la temperatura scende; subito dopo si applicherà un impiastro di senape dietro il collo, che servirà a ridurre ulteriormente il pericolo che la malattia si propaghi al cervello causando una meningite.  Infine quando la malattia è in remissione il bambino  potrà prendere una bevanda di daikon per alcuni giorni.

Non è ora il caso che stia a dilungarmi  spiegando la procedura per preparare ed applicare questi impacchi e la bevanda di daikon. Chi è interessato ad approfondire può trovare le indicazioni necessarie alle fonti qui sotto indicate.

Naturalmente questi semplici suggerimenti non hanno la pretesa di sostituirsi al parere di un bravo medico (possibilmente olistico), che sarà necessario consultare in caso di complicazioni.

Michele Nardella

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3 commenti:

  1. Grazie per gli interessanti suggerimenti, sono pienamente d'accordo con te. Ho avuto sia il morbillo, sia tutte le malattie esantematiche con assoluta serenità. Non capisco le discussioni inerenti ai vaccini. Alcuni sono consigliabili, altri...non proprio. Come sempre ti impegni a divulgare la tua conoscenza. Sei ammirevole.

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  2. Grazie, Giancarla, per il tuo intervento sempre molto gradito.
    Ho dimenticato di aggiungere che anche le mie due sorelle hanno avuto a suo tempo il morbillo, e anche loro l'hanno superato senza problemi.

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