domenica 30 luglio 2017

Bambini e microbiota: ciò che non avremmo mai immaginato


La guerra senza fine ai microbi, che sembra ispirata al motto "L'unico microbo buono è quello morto", si è rivelata un boomerang.

Forte degli indiscutibili successi nel contrastare pericolosi microrganismi forieri di terribili malattie che fino a tempi relativamente recenti falcidiavano popolazioni di tutto il mondo, la comunità scientifica ha portato avanti la sua politica offensiva nei confronti degli invisibili nemici fino alle estreme conseguenze.

"Ciò che ha un diritto ha anche un rovescio", ci ricorda un detto sapienziale a me molto familiare, così l'apparente vittoria nei confronti delle epidemie ha portato nuovi problemi che prima dell'inizio dei nostri tempi più recenti nemmeno si conoscevano, o comunque non erano diffusi nella misura attuale.

L'aver identificato e studiato i diretti responsabili delle passate epidemie ha alimentato l'idea, molto radicata nell'immaginario collettivo, che microbo sia sinonimo di pericolo e indotto la ricerca a concentrarsi unicamente su questo aspetto nell'individuare quanti più virus, batteri ed altri agenti patogeni possibili per poterli debellare senza preoccuparsi di un possibile rovescio della medaglia (ma di questo parlerò tra un attimo).

Via libera dunque ad antibiotici, vaccini, disinfettanti, alimenti sterilizzati, pastorizzati e misure igieniche maniacali che in questi ultimi 50-100 anni sono proliferati in tutto il mondo civilizzato finendo per diventare la nuova ossessione di massa tipica della nostra cultura.

Tuttavia oggi ormai sappiamo per certo che i microbi pericolosi sono una piccolissima minoranza e che i rimanenti (dunque la stragrande maggioranza) sono non solo innocui, ma addirittura fondamentali per la nostra salute per numerosi motivi e dunque indispensabili, cosa che per quanto appena detto presenta pesanti implicazioni, e con questo alludo soprattutto all'ormai tristemente noto effetto devastante degli antibiotici su tutta la flora batterica.

Ho già parlato dell'importanza del microbiota, il complesso di microrganismi con cui ogni essere vivente più o meno evoluto convive in un rapporto simbiotico, e di tutta la miriade di fattori che lo influenzano nel bene come nel male.

Ma  se già si sapeva che questo complesso microbico fosse fondamentale, quanto fosse determinante nella prima fase della vita già fin dal periodo prenatale lo hanno scoperto per primi due ricercatori  microbiologi di fama mondiale, che ne hanno parlato in un loro libro piuttosto recente, "Lascia che si sporchi", il cui titolo fa già presagire le conclusioni.

Ebbene sembra proprio che il tipo di microbiota sia implicato in tutte le nostre funzioni, a cominciare dalla capacità di condizionare lo sviluppo del sistema immunitario specialmente durante il primo periodo di vita del neonato. Infatti non a caso la larga maggioranza di questi microrganismi alberga nelle vie anatomiche a diretto contatto con l'esterno, proprio dove sono dislocati i noduli linfatici a fare da baluardo contro i potenziali invasori, e in particolare nell'ultimo tratto del tubo digerente. Dunque tra linfonodi (tipiche strutture del sistema immunitario) e microbiota c'è continua interazione, come pure tra quest'ultimo ed ambiente esterno.

Per farla breve, le ricerche più avanzate suggeriscono che il tipo di microbiota, che si determina in buona parte nella prima infanzia, è fortemente condizionato dal tipo di interazione con l'ambiente, cioè in definitiva dallo stile di vita.

Un esempio significativo è che mentre le malattie infettive si sono drasticamente ridotte nei Paesi industriali, lasciando però il posto a obesità, allergie, asma, malattie intestinali infiammatorie, cancro e disturbi del comportamento incluso l'autismo,  tutte queste patologie frutto di abitudini moderne sono a livelli molto più bassi nei Paesi del terzo mondo, dove invece imperversano ancora malattie infettive e mortalità infantile.

Una situazione quest'ultima dunque esattamente opposta alla nostra, dove antibiotici, vaccini, troppa igiene e una vita sempre più asettica e priva del salutare diretto contatto con la natura ha comportato un prezzo troppo alto che si paga in un cronico indebolimento del sistema immunitario e in malattie degenerative, mentre nei paesi poveri sono la denutrizione e le condizioni di vita indigenti a rendere la popolazione più suscettibile a infezioni ed epidemie, e la conferma ci viene appunto dalla diversa composizione del microbiota riscontrata nelle due popolazioni.

Come si sarà intuito, si sta parlando di un campo nuovo e rivoluzionario della scienza molto promettente le cui novità si susseguono di continuo ma la cui letteratura è dispersa, di difficile reperimento, scritta in gergo scientifico poco accessibile ai profani e per di più noiosa.

Per questo i due ricercatori di cui sopra (che sono anche genitori e quindi direttamente interessati all'argomento) hanno pensato di scrivere un libro che per la prima volta concentrasse in forma divulgativa, e quindi comprensibile a tutti, le più aggiornate conoscenze sul complesso rapporto tra bambini e microbi, sollecitati anche dalle richieste di tanti genitori desiderosi di saperne di più su un argomento di cui si sa o si parla ancora molto poco e su cui soprattutto regnano idee totalmente errate e atavici pregiudizi.

Come si capisce dal titolo del libro, che riassume l'essenza del suo messaggio contraddicendo le comuni convinzioni che confondono l'igiene con la pulizia più oltranzista fine a sè stessa e con la fobìa per il contatto con tutto ciò che non sia asettico (vera ossessione di tutti i genitori, che vogliono i propri figli sempre "puliti" e impeccabili), gli autori pongono l'enfasi sulla necessità di lasciare i bambini il più possibile a contatto con la natura, compresi esseri umani e animali, di non aver paura di "sporcarsi" al fine di "contagiarsi" e arricchire la varietà e il volume del proprio miocrobiota, condizione imprescindibile per sviluppare ed allenare il sistema immunitario e per sostenere al meglio le altre funzioni.

Il libro comunque, è bene precisarlo subito, non è un invito a lasciarsi andare e a trascurare le più elementari norme igieniche, come lavarsi le mani prima di mangiare o dopo essere andati in bagno, ma un ammonimento a saper discernere le situazioni di reale pericolo da quelle normali. E proprio perchè non è sempre facile capirlo gli autori si prodigano nel dare utili indicazioni in questo senso, rispondendo alle più comuni domande che si pongono i genitori (inoltre quasi ogni capitolo termina con un vademecum che riassume tutte le cose da fare e quelle da non fare). 

Per esempio "Cosa fare quando il succhiotto cade a terra? E' bene lavarlo oppure no? E se sì, con che cosa?"; "E come comportarsi con gli animali domestici? Possono essere pericolosi? Bisogna evitare di farsi annusare e leccare?". Sapevate a tal proposito che i bambini che hanno un cane in casa curiosamente sembra soffrano meno dei più comuni disturbi infantili perchè hanno un microbiota migliore, mentre non si può dire lo stesso per chi vive con un gatto? Nel libro è spiegato perchè.

Il libro passa in rassegna  tutti i fattori e tutte le fasi della vita, a cominciare dalla gravidanza, che contribuiscono alla definizione del microbiota e come questo influenzi i vari sistemi del nostro corpo, a cominciare dalla nota relazione cervello-intestino, rapporto che è sempre stato visto a senso unico, mentre ora è accertato (ma qualcuno lo sapeva già da tempo) che anche il microbiota intestinale a sua volta esercita potere su stati mentali, emotivi e comportamentali  e, notizia di estremo interesse, sarebbe stata dimostrata una sua responsabilità nell'autismo.

Si parla così del ruolo dei nostri invisibili inquilini nelle patologie oggi diventate più comuni, come obesità, diabete, malattie intestinali infiammatorie, allergie, asma, scoprendo a proposito dell'obesità che l'abuso di antibiotici potrebbe esserne la prima causa, almeno negli Stati Uniti dove il fenomeno è più marcato (lo sanno bene gli allevatori di bestiame, che ricorrono a tale espediente per ottenere una maggiore resa produttiva).

Prima di terminare con una panoramica delle prospettive future di intervento farmacologico a base di microbi per correggere insufficienze e anomalie del microbiota fra cui il trapianto fecale (sì, avete capito bene), oltre alla dieta di cui viene ribadita l'importanza fondamentale, non poteva mancare un intero capitolo dedicato ai vaccini, ed è qui che sono rimasto sorpreso per la posizione degli autori. Data l'impostazione, diciamo così, aperta e progressista per i concetti espressi perfettamente in linea con quelli delle medicine naturali, o alternative che dir si voglia, non mi aspettavo che difendessero a spada tratta le vaccinazioni snocciolando i soliti ridicoli luoghi comuni ("I vaccini sono i farmaci più sicuri", "Gli effetti avversi sono uno su un milione" e bla bla... ), ricordando anche il famigerato (suo malgrado) dr. Wakefield per essere stato screditato dalla comunità scientifica e per questo radiato a causa della sua "falsa" teoria sull'autismo ( e pazienza se poi ci si scorda di raccontare il resto della storia, nessuno è perfetto).

E' interessante notare come gli autori dopo tutta la loro arringa si diano la zappa sui piedi nell'ammettere che nessun vaccino funziona al 100%, essendoci una percentuale, che può arrivare al 15%, di soggetti che non rispondono. I suddetti scienziati cercano però di spiegarlo chiamando in causa ancora una volta il microbiota che, dati i suoi stretti rapporti col sistema immunitario, quando non è in forma non fornirebbe al vaccino le condizioni necessarie per dare i risultati desiderati.

Ma allora, io mi domando, non potrebbe essere che un microbiota in condizioni ottimali sia in grado di gestirsi in modo autonomo e quindi senza l'ausilio esterno di un vaccino?

E ancora mi domando come diavolo abbia fatto l'umanità prima dell'avvento di antibiotici e vaccini a sopravvivere per così tanti millenni, nonostante le condizioni infinitamente più disagiate rispetto alle nostre.  Se noi, nonostante dovremmo essere i più forti e meglio adattati all'ambiente, essendo il risultato di una lunghissima e spietata selezione naturale iniziata nella notte dei tempi, come vuole la teoria darwiniana, e nonostante tutti i vantaggi che la vita moderna ci offre ci ritroviamo così vulnerabili (almeno secondo quello che gli organi d'informazione ufficiali e i soliti vaccinisti ad oltranza vogliono farci credere), il genere umano si sarebbe dovuto estinguere già in tempi remoti come i dinosauri nel giro di un paio di generazioni. Non siete d'accordo?

Mah, misteri della scienza!

Michele Nardella 

Lascia che Si Sporchi B. Brett Finlay Lascia che Si Sporchi
I microbi amici dei bambini che prevengono allergie, infiammazioni e obesità
B. Brett Finlay, Marie-Claire Arrieta

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8 commenti:

  1. D'ACCORDISSIMO! Come sempre esaustivo e interessante!
    Rossana

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  2. "Sapevate a tal proposito che i bambini che hanno un cane in casa curiosamente sembra soffrano meno dei più comuni disturbi infantili perchè hanno un microbiota migliore, mentre non si può dire lo stesso per chi vive con un gatto? Nel libro è spiegato perchè." Nuuuuu! Please, dimmi perché.

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    Risposte
    1. Potrei risponderti di acquistare il libro così saprai questo e molto altro, ma farò un'eccezione: il motivo è che i cani vengono portati fuori regolarmente, dove hanno modo di "contaminarsi" con tanti germi che poi porteranno a casa e trasmetteranno ai padroni data la loro abitudine di annusare e leccare chiunque abbiano a tiro.
      I gatti invece, che di solito vengono tenuti in casa, sono decisamente più avari di effusioni (almeno questa è la spiegazione che c'è nel libro).
      Come ho spiegato nell'articolo, il nostro microbiota si arricchisce e si potenzia grazie a continui stimoli e contatti con altri germi e non vivendo a contatto con ambienti ed oggetti sempre più sterili.

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    2. Già!
      Della serie,"si stava meglio,quando si stava peggio"!
      (E non sono ironica!)
      Bellissimo articolo, Michele.
      Condivido su fb. Grazie

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    3. Grazie a te (penso di aver capito che sei Marina Zampieri).

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  3. Articolo interessantissimo. Grazie Michele. Sono pienamente d'accordo con te.

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