domenica 14 luglio 2013

Il paradosso delle statine: possono aggravare i problemi cardiaci (prima parte)

Tra un nubifragio e l' altro, dopo una primavera che di fatto non c'è mai stata (come ormai siamo abituati da anni), eccoci catapultati da un giorno all' altro in quella piena estate tanto aspettata.

No, non è una introduzione alle previsioni meteorologiche per le prossime vacanze. Se ho cominciato  parlando del tempo e dell' estate appena iniziata è perchè questa stagione ha a che fare col cuore, l' argomento del presente post, ma non chiedetene conferma al vostro medico, perchè nella medicina scientifica si può tutt' al più trovarne accidentalmente un riscontro a livello di dati statistici relativi ad infarti, mentre nella concezione macrocosmica della medicina cinese, che riunisce ogni elemento dell' universo in un intricatissimo ed articolato sistema di corrispondenze, la suddetta correlazione è parte integrante del suo stesso impianto teorico. Impianto teorico derivante dall' applicazione sistematica di ben definiti principi analogici che ci mettono in condizione di comprendere  il legame, non evidente ma esistente, anche fra gli elementi più disparati ed eterogenei.

Così, per fare un esempio che fa al caso, se in estate decidete di passare la villeggiatura in un luogo più a sud, e magari consumate un pò troppi alimenti di sapore amaro (caffè, per esempio), avete tante più probabilità di avere un infarto, o qualche altro incidente cardiaco, se avete una predisposizione per questo tipo di problemi. 

Mi viene subito in mente a tal proposito il caso del povero Domenico Modugno, che, dopo i gravi postumi di un brutto ictus capitàtogli dieci anni prima, morì d' infarto a soli 66 anni nell' agosto 1994 a Lampedusa (isola nei pressi della meridionalissima Sicilia).

La medicina moderna scientifica ed istituzionale, invece, cerca di sopperire alla mancanza di visione d' insieme e di intuizione con l' estrema analisi, che permette di focalizzare ogni minimo dettaglio, e l' estrema tecnologia. Purtroppo però è diventato sempre più evidente quanto sia  inefficiente e iatrogena,  anche se raramente ci si rende conto delle effettive dimensioni del problema.

E' sufficiente però fare il punto di come stanno le cose nell' ambito delle cardiopatie, le patologie più diffuse e causa di morte n. 1 nei Paesi cosiddetti più evoluti, per farsene un' idea.

Ebbene, com' è facile dedurre, le statine, i farmaci attualmente usati per le cardiopatie, sono in testa nella spesa farmaceutica, ma ancora pochi (medici compresi) sono al corrente di tutte le loro conseguenze negative a lungo termine, compresa quella di incrementare i rischi proprio per quel tipo di problemi che sono chiamate a risolvere.

Avevo già accennato in un  post piuttosto recente ("Novità rivoluzionarie in cardiologia" dove parlavo delle scoperte del dr. Sinatra) alle statine come esempio di rimedi sconsigliabili, ma la realtà supera l' immaginazione, come ho avuto modo di approfondire successivamente.

I loro effetti collaterali sono talmente numerosi e gravi che i più evidenti sono noti e riconosciuti persino dai fautori di questo tipo di farmaci, ovviamente convinti, e impegnati a convincere, che i benefici superino nettamente gli svantaggi.

In effetti può essere abbastanza facile crederlo se si prendono in considerazione (in buona o in cattiva fede) solo alcuni di essi, magari se  si è poco aggiornati (come spesso succede) e non si conoscono metodi naturali alternativi di cura e prevenzione, che consistono semplicemente in uno stile di vita sano.

E gli esperti sono ormai d' accordo nell' identificarlo essenzialmente in una dieta di cereali integrali, legumi, verdure, frutta, semi oleaginosi, pochi grassi e poca carne, in una moderata ma costante attività fisica e nel controllo dello stress.

Ciò è stato dimostrato in tante ricerche, ma una particolarmente approfondita, pubblicata in "Archives of Internal Medicine", lo ha confermato pienamente e in un modo che non lascia dubbi.

Lo studio ha analizzato più di 23 mila adulti valutati in base a quattro fattori comunemente ritenuti  salutari : niente fumo, almeno tre ore e mezza di attività fisica settimanale, indice di massa corporea inferiore a 30 e una dieta sostanzialmente simile a quella appena indicata.

Dopo 7-8 anni di supervisione, risultò che coloro che avevano aderito a tutti e quattro i fattori dimostravano una riduzione dell' 81% nell' incidenza di infarti rispetto a chi non seguiva nessuna di quelle abitudini; inoltre furono rilevati un 93% in meno di diabete, 50% in meno di ictus e 36% in meno di tumori.

E per chi volesse una  sicurezza aggiuntiva, ci sono i nutraceutici di cui il dr. Sinatra parla nel suo libro, "The Sinatra solution", particolarmente indicati a chi soffre già, o ha  sofferto in passato, di disturbi cardiaci, o ha una predisposizione familiare.

Ma, tornando alle nostre statine, per potersi rendere conto di tutti i loro possibili danni  è opportuno sapere prima di tutto che queste agiscono inibendo la sintesi dell' acido mevalonico, da cui deriva il famigerato colesterolo. L' acido mevalonico però serve anche per produrre l' ubichinone (o coenzima Q10) e il dolicolo.

La prossima volta vedremo che cosa comporta tutto ciò. Inoltre scopriremo che il colesterolo non è quel mostro da sempre demonizzato, che anzi è una sostanza di importanza fondamentale per molte ragioni.

Michele Nardella

Macrolibrarsi.it presenta il LIBRO: Guarire Il Cuore con la Cardiologia Metabolica - The Sinatra Solution

5 commenti:

  1. Quindi, stando al tuo ragionamento, l'infarto dovrebbe avere origine nell'eccesso di Yang e pertanto anche i prodotti da forno dovrebbero gravare sui soggetti predisposti. Però il caffè è, oltre che amaro, anche Yin perchè acidificante. Oddio, mi perdo!
    Francesco Mecozzi

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    1. Grazie Francesco, come al solito, per il tuo intervento.
      Diciamo che la questione è un pò troppo complessa per spiegarla in modo sintetico, e sicuramente usare solo yin e yang non facilita le cose, portando facilmente confusione.
      Mi sono ripromesso da tempo però di dare una interpretazione macrobiotica del processo arteriosclerotico in un prossimo post, perciò devi solo pazientare.
      Posso solo dirti adesso che in questo tipo di patologie sono implicati sia lo yin che lo yang, e il caffè (che non è di per sè acidificante, a meno che non sia mescolato con lo zucchero, come purtroppo quasi sempre avviene) nuoce al cuore perchè il sapore amaro è ascrivibile, come il cuore, alla fase "fuoco" nella teoria dei 5 elementi, perciò un suo eccesso, soprattutto se di qualità non appropriata (il caffè è una droga)nuoce facilmente a quest' organo.

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  2. Grazie Michele: come al solito puntuale e preciso con le mie 1000 perplessità. Pazienterò senz'altro per gli ulteriori approfondimenti!
    Francesco Mecozzi

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  3. A sei mesi da un grosso infarto si può sospendere l'assunzione della statina? Pensi che abbia effetti negativi anche quella a base di riso rosso? Leonarda

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    1. Gentile Sig.ra,
      premesso che non sono medico e quindi non mi assumo alcuna responsabilità di quanto sto per dire, ecco quello che penso.
      Bisogna innanzitutto distinguere il riso rosso fermentato dagli integratori da esso ricavati: se il primo è un ottimo alimento che può essere tranquillamente assunto senza remore, gli altri vanno considerati a tutti gli effetti farmaci, tanto che la loro libera diffusione ha suscitato discussioni e proposte di modificare la relativa norma legislativa. Anzi, le dirò che l' estratto secco è perfino più potente della Lovostatina, per dare un termine di paragone.
      Certo, rispetto al farmaco chimico i prodotti a base di riso rosso sono sostanze naturali che contengono molti altri componenti utili per il loro effetto sinergico e più completo (prevengono, ad esempio, anche la formazione di placche aterosclerotiche), ma dal punto di vista dell' abbassamento del colesterolo, e dei rischi connessi, non c'è differenza. Non si deve pensare infatti che un prodotto per il fatto che sia naturale non possa far male. Il motivo principale per cui si usa il riso rosso al posto delle normali statine è che alcuni pazienti sono a queste ultime intolleranti.
      In ogni caso continuare a pensare in termini di colesterolo, come ho già detto in altri post, significa essere fuori strada, perchè la vera causa sottostante i problemi cardiovascolari è l' infiammazione e non il colesterolo. E in questo la dieta può fare molto di più di quanto si pensi.

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