domenica 1 gennaio 2017

L' Inganno delle Diete Low Carb

Ho già affrontato  più di una volta il tema delle diete a basso contenuto di carboidrati (Cereali, capro espiatorio di tante magagne dell' uomo modernoDukan, la dieta da cui è meglio stare alla largaLe controverse diete Low Carb e il loro sconcertante successo), ma l'  uscita di un nuovo libro di Colin Campbell è sempre un evento scientifico di rilievo, che nel caso del suo più recente, intitolato appunto L' Inganno delle Diete Low Carbmi dà dunque l' occasione di tornare su certi concetti che, nonostante l' evidenza dei fatti, fanno a quanto pare ancora  fatica ad affermarsi a livello di massa a giudicare dalla popolarità e dal rumore mediatico di cui sono oggetto queste famigerate diete.

Io direi infatti che, per come la vedo io, in questo caso specifico non si possa parlare tanto di controversia scientifica tra due fazioni, quanto del fatto che da una parte ci sono gli ignoranti, quelli che vedono solo quello che  fa loro più comodo vedere, e dall' altra persone bene informate  che sanno fare buon uso del proprio patrimonio neuronale.

Come dice il prof. Berrino (che in materia di nutrizione  non si può certo considerare  l' ultima ruota del carro), "Le librerie sono brulicanti di libri sul cibo: dignitosi, meno dignitosi, ignobili, pochi eccellenti... " (Il Cibo dell' Uomo, pag. 13), e questo la dice lunga sul fatto che nella scienza della nutrizione, pur essendo la meno esatta di tutte le scienze, e quindi la più aperta a interpretazioni, non può esserci posto per le corbellerie.

Pur restando fermamente convinto che una quota considerevole dell' umanità sia costituita da persone per le quali la testa è soltanto un supporto necessario a tenere unite le orecchie, devo convenire con Campbell nell' individuare in una sapiente campagna mediatica la principale ragione del suddetto successo.

Tempo fa fui contattato da un tizio (che mi aveva appena prima chiesto l' amicizia su Facebook, probabilmente già a conoscenza del mio blog tema salutistico) cercando di convincermi ad aderire alla sua campagna promozionale del libro Vivere  120 anni, il cui titolo allude al fatto che, secondo l' autore, solo evitando amidi e zuccheri e rimpinzandosi di grassi e proteine animali è possibile vivere magri e in salute fino a quella età. 

Mi è stato sufficiente leggere qualche stralcio della prefazione per rendermi conto del livello qualitativo del contenuto. Ilarità come le seguenti si commentano da sole: "la dieta moderna è cronicamente carente di proteine", "l' uomo moderno come lo conosciamo oggi, e cioè l' homo sapiens, risale a tre milioni di anni fa" e "ricercatori antropologi hanno scoperto dai resti dei nostri più lontani antenati   che questi non soffrivano di  tumori,  infarto o diabete" (ci sarebbe da chiedersi da quale sfera di cristallo l' abbiano potuto accertare, ammesso che la notizia sia vera).

Già, perchè questo libro non si limita a promettere un immediato calo ponderale a chi è sovrappeso (cosa purtroppo vera), ma nella sua inaudita presunzione ci presenta la dieta in questione come la panacea per le principali malattie degenerative moderne, pur non essendoci uno straccio di prova a favore, anzi (da notare che nessuno dei guru "low carb" ha mai pubblicato su riviste scientifiche lavori sottoposti a revisione paritaria). Come infatti dimostra ampiamente Campbell nel suo libro, tutte le ricerche scientifiche a riguardo sono sfavorevoli. Valga come esempio su tutte un compendio di 17 studi (pubblicato nel gennaio 2013) che hanno coinvolto più di 272mila soggetti messi a dieta low carb allo scopo di controllare il loro stato di salute generale sul lungo periodo: la loro mortalità risultava aumentata del 31% rispetto alla  già elevata media nazionale! Questo significa che la dieta povera di carboidrati e ricca di grassi e proteine animali è ancora peggio della scadentissima dieta americana standard!

Mtornando al nostro imbonitore, questi non si è limitato a farmi una proposta ma, rèsosi subito conto che le mie idee erano in aperto contrasto con le sue, non si è lasciato sfuggire neanche un' occasione per riprendere il discorso, ripetendo come un disco rotto sempre le stesse cose nel tentativo di convertirmi alla teoria da lui caldeggiata, nonostante ogni volta io provassi pazientemente a dimostrare l' infondatezza delle sue argomentazioni. Ebbene, solo quando ho smesso di rispondere ai suoi messaggi mi sono potuto liberare delle sue insistenze.

Non è adesso il caso che mi metta a ripetere cose da me già dette e risapute (ci sono gli articoli già citati, per chi volesse leggerli), ma, giusto per ribadire certi concetti, dovrebbe essere sufficiente qualche elementare considerazione per smontare la teoria alla base di tutte queste diete che, sotto nomi diversi (che adducono differenze di scarso rilievo a pretesto), sono accomunate dalla stessa indiscriminata "carboidratofobia".

Per i sostenitori di questa teoria che fanno di tutta l' erba un fascio, infatti, non c'è dunque alcuna differenza fra carboidrati semplici (zuccheri) e carboidrati complessi (amidi), come pure fra carboidrati provenienti da alimenti naturali e interi e quelli provenienti da alimenti industrialmente raffinati, e neppure fra cereali  in chicchi e cereali consumati in forma di farina (quest' ultima differenza poi sono solo i macrobiotici a prenderla in considerazione, a quanto mi risulta). Come dire che consumare riso integrale oppure la Nutella è la stessa cosa. Ma la scienza, quella seria, e il semplice buonsenso (ormai prerogativa di una esigua percentuale di persone da mettere subito sotto protezione del WWF, in quanto specie in via di estinzione) si ribellano a questa semplicistica omologazione. 

Ho parlato di buonsenso anche perchè, senza bisogno di particolari competenze scientifiche, è arcirisaputo che i Cinesi, e gli asiatici in genere, da sempre grandi consumatori di riso, sono anche fra le popolazioni più magre al mondo... o almeno lo erano. Solo quando in tempi molto recenti della loro storia hanno cominciato ad adottare diete e stili di vita tipicamente occidentali hanno conosciuto un iperbolico incremento di obesità e malattie "da civiltà". E' una regola, questa, che non sembra conoscere eccezioni: ogni qualvolta una popolazione del mondo tradisce le proprie tradizioni alimentari (basate su cereali integrali e vegetali) per seguire le moderntendenze (a base di cibi animali, prodotti raffinati, zucchero e grassi), dopo un certo numero di anni si trova a fronteggiare l' epidemia di sovrappeso che, come ormai sappiamo, è solo l' aspetto visivamente più evidente di un disordine più generale, essendo questo correlato con le principali malattie  degenerative moderne.

Anche per questo motivo la teoria che attribuisce a cereali e zuccheri il declino della salute umana iniziato diecimila anni fa con l' avvento dell' agricoltura, quando l' uso dei cereali avrebbe stravolto la dieta precedente più orientata su cibi animali e vegetali selvatici, è da rigettare senza esitazione in quanto, come abbiamo visto, l' impennata di malattie degenerative è un fenomeno estremamente recente.

Un altro libro che demolisce la teoria low carb
Ovviamente di tutto questo e molto altro si parla dettagliatamente nel libro di Campbell, che perciò si può considerare, se non forse il primo, certamente il più autorevole nel porre fine all' annosa diatriba tra fautori e detrattori delle diete in parola.

Esso analizza con una logica inattaccabile e sulla base di fatti e studi scientifici non condizionati da interessi di parte tutti i punti deboli dei sostenitori delle diete low carb, svelando  trucchetti e grossolani equivoci che stanno alla base delle loro argomentazioni. Non è infatti sempre facile confutare certe tesi quando le bufale sono abilmente camuffate mettendoci dentro qualche verità, l' unico modo per renderle credibili anche agli occhi di (presunti) addetti ai lavori.

E' quello che si mette in evidenza  nella prima delle due parti di cui si compone il libro. In essa infatti, di cui Campbell è co-autore assieme a non mi ricordo chi (ma comunque un personaggio ben titolato), si prendono in considerazione soprattutto gli aspetti generali della questione, partendo dal retroterra culturale che ha dato origine a questa moda, facendo anche un pò di storia.

Il che significa parlare soprattutto di Robert Atkins, il  medico che per primo è riuscito a far diventare popolare questo genere di diete, dando il nome a quella da lui messa a punto, che sarebbe divenuta poi una delle più famose.

Ad essa ne sono seguite diverse altre molto simili, come sappiamo (la dieta Zona, la South Beach, la Paleo-dieta, la Dukan fra queste), probabilmente perchè, essendo la gente sempre affamata di novità, qualcuno aveva subodorato l' affare e voleva accaparrarsi la sua bella fetta di mercato. 

La secona parte invece, scritta da Howard Jacobson, un medico anche lui con referenze di tutto rispetto, va più in profondità e nel dettaglio nell' affrontare gli aspetti più squisitamente medici e tecnici, parlando così di tutti gli effetti collaterali sia a breve che a lungo termine di queste diete, nonchè di tutte le prove scientifiche finora eseguite per verificare se mantengono le loro promesse.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali mi preme segnalare uno dei più gravi, ma di cui non si parla mai a quanto mi risulta, e cioè il rischio che corrono le donne in gravidanza dovuto alla presenza nel loro sangue di acetone e corpi chetonici (prodotti, come si sa, del metabolismo dei grassi quando appunto si seguono diete quasi prive di carboidrati). Queste sostanze tossiche e acidificanti possono infatti arrivare a causare danni irreversibili allo sviluppo cerebrale del nascituro.

E sapete cos'è il National Weight Control Registry? E' il nome dato a un programma di investigazione, nato in USA,   per scoprire ogni tipo di informazione utile inerente a tutti quei soggetti che riescono a perdere peso in modo consistente e a non riguadagnarlo per lungo tempo. Per essere accettati come soggetti di studio per questa indagine è necessario poter dimostrare di aver perduto almeno 30 libbre (13,6 kg.) e aver mantenuto quei risultati per almeno un anno. Ebbene, su più di diecimila iscritti è risultato che meno dell' 1% seguiva una dieta low carb.

Nonostante tutto il dr. Atkins è riuscito a creare nel tempo un vero impero economico non solo grazie ai suoi libri, ma soprattutto grazie alla sua ditta di integratori dietetici. Già, perchè per cercare di sopperire per quanto possibile alle carenze o agli effetti collaterali indesiderati ai quali si espone chiunque segua la sua strampalata dieta, il nostro aveva capito che gli conveniva raccomandare e vendere anche numerosi quanto costosi integratori. E questo è naturalmente un' ulteriore prova contro la sua dieta, che se fosse adeguata dovrebbe ovviamente fornire tutti i nutrienti necessari nelle giuste quantità.

Peccato che sia morto obeso, iperteso e cardiopatico, tutte condizioni che la sua dieta avrebbe dovuto prevenire. Avrebbe forse fatto in tempo a scrivere un altro libro, dopo quelli già noti e vendutissimi sulla dieta che porta il suo nome, magari intitolato "Come diventare ricchi e famosi raccontando panzane".

Michele Nardella
    
L'Inganno delle Diete Low Carb (A Basso Contenuto di Carboidrati) L'Inganno delle Diete Low Carb (A Basso Contenuto di Carboidrati)
Conosci a fondo la dieta che stai seguendo?
T. Colin Campbell, Howard Jacobson

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4 commenti:

  1. Eh sì, per tutti seguire una dieta, sui generis, è molto difficile (per fortuna). Si dovrebbe parlare di stile di vita, un po' di sano movimento sarebbe d'aiuto. Il tuo pseudo-amico di facebook è un sostenitore del farmacista Lemme; non ci è dato sapere quanti danni possa aver fatto. I dati, da te riferiti, sulla dieta "low carb" è allarmante. Sono dell'opinione che una dieta destinata a tutti, senza distinzione, sia improponibile. Occorre rivolgersi ad un buon nutrizionista, che tenga conto della salute del paziente. Grazie per il tuo costante impegno.

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  2. Certo, bisogna sempre tener presente l' individualità nel dare raccomandazioni di questo tipo, questo va da sè, ma in questo caso io ho voluto mettere in evidenza che nelle diete low carb si parte da principi sbagliati, basati su premesse sbagliate e da verità, prese però fuori contesto, che fanno sembrare la teoria veritiera.

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  3. Buonasera,
    leggo sempre con molto interesse questo blog. Grazie per le utili informazioni!
    Sono stata in Cina recentemente ed e' vero che e' difficilissimo vedere persone in sovrappeso. Tuttavia loro, in genere, mangiano riso bianco e non integrale (al posto del nostro pane) e piatto principale e' carne o pesce (troppo per me che non amo molto le proteine animali)
    Ornella

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  4. Grazie per l' intervento.
    A me risulta che anche lì stanno aumentando i problemi tipici delle società occidentali, tra cui il sovrappeso, ma evidentemente non sono ancora al nostro livello, perchè la loro modernizzazione è un fenomeno recente. Diamo tempo al tempo...

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