venerdì 29 settembre 2017

Tutta la verità nascosta sul cancro finalmente accessibile a tutti!


Nel desolante mare magnum di orrori, tragedie e ingiustizie che questo sciagurato nuovo millennio ci dispensa come mai in passato, ci si potrebbe chiedere se esistano ancora persone buone, persone oneste e affamate di verità e giustizia da diffondere al solo fine di aiutare il prossimo, dunque senza nascosti interessi.

Ebbene, se tali esemplari (da mettere subito sotto protezione del WWF in quanto specie in via di estinzione!) ancora esistono, Ty Bollinger ne è di sicuro un degno rappresentante.

Commercialista, fervente credente cristiano, convinto sostenitore della libertà di scelta terapeutica, è conosciuto negli Stati Uniti per le sue eccezionali iniziative filantropiche volte a divulgare conoscenze inerenti alla salute normalmente ignorate o tenute nascoste a livello ufficiale. E' infatti autore e co-autore di alcuni libri sugli approcci alternativi, compreso uno sul cancro, conduttore radiofonico (mi chiedo come abbia fatto ad eludere la censura) e produttore di due serie di documentari dedicati al cancro, "The quest for the cures" e "The Truth About Cancer - A Global Quest", che altro non sono che un'inchiesta senza precedenti coinvolgente un vasto numero di esperti ed ex-malati di cancro da lui intervistati nel suo continuo peregrinare da una parte all'altra degli Stati Uniti alla ricerca della verità.

Questi documentari, ai quali si aggiunge la più recente serie analoga di sette episodi dedicata ai vaccini, "The Truth About Vaccines" (di cui ho fatto cenno più volte), sono stati trasmessi in rete gratuitamente più di una volta in questi ultimi due anni (è però possibile acquistare l'intera opera in DVD, i cui proventi sono in parte devoluti ad associazioni onlus) riscuotendo enorme successo con più di dieci milioni di visitatori nel mondo.

Ma che cosa ha spinto quest'uomo a dedicare la sua vita a tale causa, sfidando i soliti pregiudizi, il pensiero dittatoriale istituzionale e tutti gli ostacoli del caso immaginabili? Semplicemente l'esperienza di aver visto la sua famiglia (genitori, nonni, una cugina e uno zio) sterminata dal cancro (o più precisamente dalle cure sbagliate) che lo ha portato a diffidare sempre più delle terapie convenzionali e a cercare  tutte le notizie possibili sull'argomento ed eventuali alternative terapeutiche già prima che internet divenisse lo straordinario strumento informativo che conosciamo.

Ora però c'è una novità: tutta l'esperienza proveniente da anni di paziente investigazione capillare e immortalata nei documentari di cui sopra è stata condensata in un libro appena uscito  intitolato appunto "La Verità sul Cancro".

E, pur essendoci già diversi altri libri che trattano lo stesso argomento da una prospettiva alternativa, sono pronto a scommettere che questo è il più completo, aggiornato e sintetico al tempo stesso. E' un libro che con un linguaggio semplice e chiaro si rivolge a tutti, ma proprio a tutti: medici, ricercatori, personale sanitario e soprattutto gente comune, tanto chi è interessato alla prevenzione quanto i malati oncologici che non sanno cosa conviene fare. Oggi infatti si può dire che chiunque è coinvolto in qualche modo, perché se non ha già sperimentato il cancro di persona, ha quasi sicuramente qualche parente o amico colpito da questa malattia, data la sua incidenza ormai cresciuta spaventosamente.

L'autore tratta il cancro da ogni prospettiva senza giri di parole: gli aspetti medico-scientifici come pure il suo significato culturale-filosofico e le politiche che ci stanno dietro, cominciando con l'analizzare i fatti storici e l'evoluzione del pensiero scientifico per capire come si è giunti alla situazione attuale, prima di concludere con indicazioni pratiche su prevenzione e cura.

E' molto interessante, ad esempio, scoprire il cosiddetto Rapporto Flexner e quanto sia stato determinante  nel radicale cambiamento avvenuto nel secolo scorso nella concezione medica e nelle politiche adottate per imporla come unico paradigma (di questo si parla con altrettanta dovizia di particolari in "Scoperte Mediche non Autorizzate" di Marco Pizzuti, dove si racconta la stessa storia).

Fino ad inizio '900 infatti in USA e nel resto del mondo la medicina era pluralista, comprendendo le più disparate discipline tradizionali tutte basate su un approccio naturale e rispettoso del paziente, come naturopatia, omeopatia, chiropratica ecc., ma con il successo e l'affermazione del metodo scientifico in tutti i campi, che dischiudeva  allettanti prospettive, nel primo decennio del '900 alcune influenti associazioni private americane, fra cui la Rockefeller Foundation, si adoperarono per far approvare un nuovo codice di regolamentazione dei trattamenti medici che uniformasse gli insegnamenti e le pratiche mediche sulla base di conoscenze "sicure", dunque verificate dalla scienza di allora. Il motivo (almeno quello ufficiale) era chiaro: introdurre una rigorosa disciplina nella professione medica per proteggere la gente dai soliti ciarlatani, dichiarando illegale e perseguendo chiunque agisse al di fuori di quello che doveva sembrare l'unico pensiero veritiero.

Interessante notare che tutto questo avveniva in concomitanza con la nascita dell'industria petrolchimica e di quella farmaceutica che, subodorando l'immenso potenziale commerciale dei farmaci chimici, sarebbero da quel momento in poi andate sempre più a braccetto.

Non sto a raccontare tutti i particolari di cui parla Bollinger per far capire in che modo si è venuto ad instaurare gradualmente e silenziosamente un cambiamento nella percezione da parte della popolazione di ciò che riteneva vero, serio e affidabile e di ciò che era invece da relegare nel novero delle ciarlatanerie, superstizioni sopravvissute per inerzia ad un passato oscuro, come pure dei suoi bisogni e come soddisfarli. Una manipolazione resa possibile grazie all'arte di elaborare una forma di comunicazione, compresa la trasmissione di messaggi subliminali e notizie false, che consentisse di insinuare idee e plasmare le menti facendo leva su paure e desideri della gente comune. Se poi a questo si aggiunge la creazione al contempo di comitati per conferire autorevolezza alle idee e alle scelte che si volevano inculcare, come la FDA (l'agenzia governativa USA senza la cui approvazione non può essere immessa sul mercato alcuna sostanza con supposte proprietà curative, il che significa in pratica l'esclusione di tutti i rimedi che non siano farmaci chimici), si capisce come si sarebbe costruito lentamente un consenso generale che avrebbe messo fuori gioco gli approcci medici tradizionali. Come se la medicina fosse nata dopo Galileo o come se Ippocrate, considerato il padre della medicina, avesse fatto riferimento alla scienza come la intendiamo oggi.

Ma la disonestà della èlite di potenti che tiene le fila del mercato farmaceutico non si ferma a questi sottili espedienti. Nel caso del cancro il problema è ancora più profondo, come Ty Bollinger fa notare, in quanto ad essere in discussione è l'intera concezione che la comunità scientifica ha sempre avuto di questa malattia e come la gente comune la percepisce. Essa simboleggia lo scontro tra la visione meccanicistica e riduttiva, che considera il cancro un incidente dovuto a qualche cellula "impazzita" da eliminare in qualche modo senza preoccuparsi d'altro, e quella olistica e naturale che vede nella malattia la punta di un iceberg di un disordine sistemico da affrontare a monte. Questo significa che per la medicina ufficiale le cause e la cura sono due cose distinte e separate, mentre per gli approcci olistici non c'è in pratica soluzione di continuità.

Ma naturalmente per poter far accettare certe procedure basate su concetti errati tutto questo deve essere supportato da bugìe (rese plausibili da abili trucchetti) e soprattutto dalle reticenze che caratterizzano l'informazione ufficiale sul cancro (ne ho parlato esaustivamente in "Lotta al Cancro: il più solenne fiasco in tutta la storia della medicina").

Si comincia col confondere le idee usando il termine "prevenzione" in modo improprio, equiparandolo alla diagnosi precoce. Ciò induce a credere che, a meno che non ci avvaliamo degli strumenti diagnostici (invasivi) della medicina moderna che ci consentono di scoprire una massa tumorale ai primi stadi, ma ormai già esistente, per poi distruggerla, siamo tutti indistintamente in balìa del cancro contro cui null'altro possiamo fare che accorgerci in tempo della sua eventuale presenza.

Questa concezione fatalista è inoltre alimentata dall'eccessiva enfasi che si pone sui fattori genetici della malattia, facendo credere che se si hanno i geni "sbagliati" si è praticamente condannati (il caso Angelina Jolie, che ha peraltro dato origine a un'ondata di isterismo ed emulazione, è l'esempio più famoso ed emblematico di questo aberrante atteggiamento). In questo caso le voci che rappresentano l'ufficialità, e che non si fanno certo mancare l'occasione di tacciare come anti-scientifico chiunque faccia dichiarazioni o propaganda di idee contrarie al pensiero "ortodosso", paradossalmente dimostrano di non tener conto esse stesse di ciò che la scienza ha reso noto, come il fatto che solo il 5% dei tumori si può considerare di origine genetica. Del resto la scientificissima epigenetica ci dice che sono i fattori ambientali e le nostre abitudini a modulare l'attività dei geni, che dunque non sono quasi mai di per sè determinanti, e la stessa comunità scientifica riconosce che almeno il 30% dei tumori (ma si tratta di una stima prudenziale) può essere prevenuto con una dieta sana, e se consideriamo anche tutte le forme di tossicità e contaminazione ambientale si capisce come questa percentuale possa lievitare di molto.

Insomma la "scientificità" di cui si fregiano i portavoce della medicina e che si richiede rigorosamente a chiunque voglia dimostrare qualcosa è in realtà più fittizia di quanto si pensi e lo prova definitivamente il fatto che, anche se la fisica quantistica già un secolo fa aveva demolito tutti i postulati della fisica classica, la meccanica newtoniana, cioè la base universale della scienza, dimostrando i limiti intrinseci di quel paradigma, la medicina ha continuato a svilupparsi sempre nella stessa direzione, senza dunque tener conto delle importanti implicazioni di quella scoperta.

Ma se tutto questo è il retroscena, Ty Bollinger continua cogli esempi per farci capire quanto in pratica sia pericoloso affidarsi alle cure ufficiali. Infatti ci tiene a far sapere che la chemioterapia non solo non agisce sulle cause del cancro, ma addirittura ne facilita la ricomparsa (ne avevo parlato anch'io in "Novità rivoluzionarie in oncologia!"); che l'88,3% su 10.000 medici, tra cui molti oncologi, richiesti se si sottoporrebbero alle terapie standard nel caso scoprissero di avere un cancro si è dichiarato contrario; che quelli oncologici sono l'unica categoria di farmaci che i medici possono vendere direttamente ai loro pazienti, invece di farli acquistare in farmacia (cosa che mi ha meravigliato non poco e che dimostra inequivocabilmente un conflitto d'interessi); che le terapie convenzionali, contrariamente a quanto vogliono farci credere, hanno una percentuale di successo molto bassa: solo poco più del 2% di chi vi si sottopone sopravvive dopo i fatidici 5 anni dalla cura; che il tumore mammario negli ultimi 50 anni è più che triplicato negli Stati Uniti, e da noi non va molto meglio (ne ho parlato nel mio ebook "Tumore al seno: tutto ciò che occorre sapere ma nessuno vi ha detto").

Si passa poi finalmente alla parte pratica, con un elenco e una disamina di tutto ciò che occorre fare e non fare nel caso si sia già ammalati, come pure per mettere in atto una vera  prevenzione, illustrando ad esempio l'inganno e i rischi della diagnostica preventiva, come la mammografia, senza dimenticare di indicare le alternative migliori.

Sono rimasto colpito nell'apprendere di quanti metodi di cura esistano, molti dei quali a me sconosciuti, come certi virus probiotici, enzimi, terapie energetiche a base di suoni, luce, elettricità e calore ecc.

Al contrario nella parte dedicata all'alimentazione, di cui si ribadisce il ruolo fondamentale sia nella prevenzione che nella cura, non si trova molto di più di quanto già non si sappia, almeno per chi già si interessa di queste cose. Per usare le parole dell'autore, di diete ce ne sono tante quante le stelle in cielo, perciò vengono considerati solo i punti comuni a tutte quelle dimostratesi più efficaci (perché non basta mangiare "sano"). Naturalmente si parla molto anche di integratori, come fitofarmaci e super-cibi, senza dimenticare che in certi casi la sola dieta, se appropriata, ha dimostrato di poter bastare ad ottenere una completa guarigione.

Grazie Ty, per aver fatto del tuo sconfinato desiderio di conoscenza una missione per l'umanità. Il messaggio che si evince dal tuo encomiabile lavoro è che il cancro è del tutto prevenibile e curabile quasi sempre anche in fase avanzata, ma per poterlo sconfiggere è necessario conoscerlo a fondo, liberandoci dai pregiudizi inculcatici da un sistema malato e corrotto, e questo è oggi più che mai possibile anche grazie a te. Meriteresti di essere clonato, visto che persone come te sono sistematicamente ignorate, se non boicottate, da istituzioni e mass media (e come potrebbe essere altrimenti?).

Concludo proponendo alcuni interessantissimi video di cui fornisco i link in basso, dato che non ho potuto procurarmi il codice HTML necessario per poterli inserire direttamente qui, come faccio di solito:

Intervista a Ty Bollinger

Quali sono le cause del cancro?

6 alimenti per prevenire il cancro

Michele Nardella

La Verità sul Cancro Ty Bollinger La Verità sul Cancro
Tutto quello che dovete sapere sulla storia, le cure, e la prevenzione del cancro
Ty Bollinger

Compralo su il Giardino dei Libri

Tumore al seno: tutto ciò che occorre sapere ma nessuno vi ha mai detto

 



4 commenti:

  1. L'articolo è scritto con amore per la verità a 360°.
    Complimenti!
    Cent’anni fa si stimava che solo a un americano su ottanta venisse diagnosticato il cancro.
    Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, oggi un uomo su due e una donna su tre dovranno affrontare una diagnosi di cancro.
    Gli interrogativi sono molti. Grazie per essere costante nell'informare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Infatti è quello che si dice nel libro. Grazie a te, Giancarla per la costante attenzione.

      Elimina
  2. Ciao Michele, molto interessante e persuasivo. C'è veramente da chiedersi come questo signore riesca a fare tutto questo senza subire le conseguenze di una censura che purtroppo c'è e regola davvero tutto il sistema sanitario, dal discorso sul cancro fino a quello sui vaccini! È sicuramente encomiabile il lavoro che ha fatto e c'è da augurarsi che altri possano fare altrettanto perché tutti possano sapere la verità sul cancro! Grazie ciao!
    Rossana

    RispondiElimina
  3. Grazie a te.
    In effetti anch'io me lo sono chiesto e al momento non ho le risposte. Inoltre si stenta a credere come una sola persona sia riuscita a fare tutto quello che ha fatto, compresi gli innumerevoli viaggi che ha dovuto affrontare e che gli saranno costati un occhio della testa.
    Devo precisare comunque, e per fortuna, che Ty Bollinger non è l'unico che sta portando avanti questo discorso. In America sono molto avanti da questo punto di vista.

    RispondiElimina