lunedì 31 ottobre 2011

... Ancora sull' omeopatia

presw Luglio 5th, 2010

Mi sembra opportuno aggiungere qualcosa a quanto già detto nell’ ultimo post su questo argomento, essendo venuto nel frattempo a conoscenza di un importante evento avvenuto quasi in concomitanza col dibattito di cui ho parlato appunto nel precedente articolo ("Omeopatia sì, omeopatia no").

Mi riferisco al IX Congresso Nazionale di Medicina Omeopatica tenutosi a Verona dal 28 al 30 maggio 2010, che si è avvalso dell’ intervento nientemeno che di Fritjof Capra (anche di questi ho già parlato), il fisico austriaco scrittore di fama mondiale e direttore del Center of Elicoteracy di Berkeley, California.

Per chi non lo conoscesse, è necessario spiegare che si tratta di uno studioso di assoluto rilievo nella storia del pensiero moderno, da cui sta emergendo una serie di concetti rivoluzionari di stampo ecologico, delineando quello che egli stesso definisce “pensiero sistemico“.

Ispirato a studi fisici, biologici, ecologici, di scienze cognitive e sociali, il pensiero sistemico affonda le sue radici nella teoria della complessità nata negli anni ‘70 e presto diffusasi all’ interno di numerose discipline.

Esso consiste in sostanza in una visione del mondo non statica e “non lineare“, in cui ogni singolo componente della realtà è inteso come un tutt’ uno indivisibile dal contesto di appartenenza. Contesto che a sua volta è visto come parte di un insieme di reti interconnesse tra loro, in un rapporto di incessante equilibrio dinamico.

Sarebbe estremamente interessante considerare le numerose implicazioni di questa vera rivoluzione del pensiero, non solo nell’ ambito delle scienze della vita, ma anche in quello sociale e psicologico, ma rischierei facilmente di allontanarmi dal tema di questo post ( mi riprometto comunque di soffermarmi su questi aspetti in un’ altra occasione).

E se ho citato Fritjof Capra, a proposito della sua partecipazione al suddetto convegno, è evidentemente per le implicazioni delle sue idee su quegli aspetti teoretici della scienza che sono in attrito col pensiero omeopatico.

Egli infatti, pur essendo un fisico animato dal più assoluto rigore scientifico (e in quanto tale, non direttamente interessato all’ omeopatìa) è un convinto assertore della necessità di modificare il paradigma, ormai superato, su cui si fonda la scienza come viene comunemente intesa, e che la crisi universale che stiamo vivendo è essenzialmente una crisi culturale che ha origine in definitiva in una visione angusta e anacronistica della realtà.

Egli parla perciò di una “scienza della qualità“, contrapposta  alla ben nota e universalmente accettata “scienza della quantità.



E’ interessante quindi sapere cosa pensi dell’ omeopatìa questo scienziato di eccezionale caratura intellettuale, in merito alla quale si era già espresso nel suo famoso libro “Il Punto di Svolta   con queste affermazioni che riporto testualmente :

Uno fra gli approcci più interessanti ai modelli dinamici fondamentali dell’ organismo umano è quello dell’ omeopatìa” ;

Un ulteriore sviluppo della medicina psicosomatica e dell’ approccio sistemico sarà d’ aiuto a chiarire molti dei princìpi omeopatici e potrebbe anche incoraggiare la professione medica a riesaminare la posizione dell’ omeopatìa. La filosofìa omeopatica, con la sua visione generale dell’ infermità, la sua insistenza su un trattamento individualizzato e la sua fiducia di fondo nell’ organismo umano, esemplifica molti aspetti importanti della cura sanitaria olistica”.

Non poteva dunque mancare, un’ eccezionale occasione come questa, di suscitare vivo interesse presso i medici omeopatici convenuti al congresso, che hanno così potuto intrattenersi in un piacevole dialogo con l’ illustre scienziato, interrogandolo in particolare sul difficile rapporto che l’ omeopatìa ha sempre avuto con la scienza ufficiale.

E la sua risposta, perfettamente coerente con la sua linea di pensiero, è stata chiara e concisa :

La vera difficoltà dell’ omeopatìa -ha spiegato- credo sia quella di aver cercato il confronto con la scienza sempre in una direzione sbagliata.
Forse se l’ omeopatìa dialogasse con la fisica, piuttosto che con la biomedicina, potrebbe dedicarsi più facilmente alla ricerca di un fondamento scientificamente comprovato per questa disciplina”.

Tutte le opere di Fritjof Capra (altamente raccomandabili) si possono richiedere a:
MACROLIBRARSI

Michele Nardella

2 commenti:

  1. grazie Michele! confermo che è più facile dialogare con i fisici che con i medici (anche omeopati veri o falsi che siano!)....

    mi sento molto tirato in causa perchè l'ultimo video raffigurante il dr. Greco mi riporta alla memoria i 3 anni frequentati in quella scuola, la messa on-line del sito ed i video curati da me...

    purtroppo proprio nel 2010 ci fu una "scissione" (rifiutai anche il diploma!), perchè mi accorsi che quanto sostenuto ed insegnato in quella scuola non è hahnemanniano, ma una deriva che sta a metà tra unicismo e pluralismo, quindi cambiai strada perchè volevo rimanere davvero fedele ad Hahnemann (avendo anche visto diverse cose che non andavano tipo voler "protocollare" il trattamento che invece deve sempre essere personalizzato al massimo)....

    il mio essere "rompiballe cosmico" quindi non ha limiti, però d'altra parte basterebbe essere un pò più umili e studiare un pò di più, con massimo rispetto per il genio assoluto di Hahnemann che, in un'epoca dove c'era molto poco è riuscito a scoprire una medicina straordinaria tutto da solo, sperimentando i rimedi e dando indicazioni precise a tutto tondo valide ancora oggi (forse addirittura più oggi di ieri!).

    quindi per me (e non solo per meper fortuna!), è davvero "delittuoso" non seguire fedelmente le sue preziosi e sempre valide indicazioni...

    ancora grazie Michele!!

    diego

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    1. Grazie, Diego, sei sempre prodigo di spiegazioni.

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