Ci sono poi altre considerazioni non meno importanti che invece mai nessuno fa :
Per stabilire se un alimento è più o meno adatto alla nutrizione umana si dovrebbe guardare anche indietro, a tutto ciò che fa parte delle nostre tradizioni e soprattutto della storia dell’evoluzione biologica.
Nella fattispecie, non si tiene conto mai del fatto che l’ avvento della pastorizia ha avuto luogo soltanto dieci-dodicimila anni fa, quindi, in termini di evoluzione biologica, un battito di ciglia, ma la specie umana a quell’epoca era già maturata fino allo stadio evolutivo attuale, avendo noi una storia di centinaia di migliaia di anni, o di milioni, se consideriamo anche i nostri progenitori più lontani.
Se il latte fosse così importante come fonte di calcio, una sua mancanza per così tanto tempo avrebbe avuto conseguenze gravissime (è opportuno ricordare che il calcio, oltre che per la salute delle ossa è importante per tante altre funzioni altrettanto fondamentali, fra cui la coagulazione del sangue : si pensi dunque a quanto dovessero essere frequenti le ferite e conseguenti emorragie nella preistoria …).
Invece, guarda caso, il genere umano non solo è sopravvissuto, ma addirittura si è evoluto.
Del resto non vedo come ci si potrebbe procurare regolarmente del latte senza una pur rudimentale tecnologìa, di cui solo con l’ avvento della pastorizia si sarebbe potuto disporre.
Ma voi ve lo immaginate l’ australopiteco, il ramapiteco, o l’ uomo di Neanderthal che tutte le mattine, per potersi fare il suo bravo cappuccino, doveva andare alla ricerca di una mucca (che naturalmente non poteva essere una qualsiasi, ma una che avesse da poco partorito) e attaccarsi alla sua mammella?
Spero con questa immagine grottesca di far riflettere su certe ridicole convinzioni …
Dunque l’osteoporosi non ha nulla a che vedere con la presunta carenza di calcio, perchè qualsiasi dilettante sa che il metabolismo del calcio (come di qualsiasi altro elemento) è complesso abbastanza da rendere questa banale ipotesi di gran lunga la più improbabile.
Non è infatti tanto una questione di insufficiente apporto, quanto di deplezione di questo minerale dai suoi depositi ossei, oltre che di probabile cattiva assimilazione dello stesso.
E questi due aspetti, che costituiscono le vere cause dell’osteoporosi (le principali, per lo meno), si spiegano a loro volta benissimo … se si ha voglia di intendere.
E cioè, per quanto riguarda il primo motivo, con l’effetto acidificante che il modello alimentare moderno esercita sul nostro sangue, dovuto alla costante presenza di alimenti estremi e poco adatti ad un uso regolare, come prodotti animali, zucchero e cereali raffinati.
Il nostro organismo è così costretto a prelevare minerali (principalmente calcio, appunto) dal tessuto osseo, che si impoverisce, per poter tamponare l’acidità causata dai suddetti fattori, data la inderogabile e prioritaria necessità di mantenere il pH del sangue su valori leggermente alcalini.
Quanto poi all’assimilazione, è nota l’importanza di fattori nutritivi fondamentali come minerali, vitamine ed oligoelementi, così come è nota la loro ormai cronica carenza nell’alimentazione moderna, sempre più povera di sostanze vitali come queste e ricca, invece, di calorie “vuote”.
Voi potete assumere tutto il calcio che volete, sì, ”tutto il calcio minuto per minuto“, ma se non avete abbastanza magnesio, avrete comunque ossa fragili : è il fosfato di magnesio, infatti, a conferire al tessuto osseo la massima robustezza.
Il boro poi, praticamente assente nei cibi moderni, aiuta a ridurre le perdite di calcio e magnesio.
Anche vitamina D e vitamina K, come pure i fitoestrogeni contenuti in alcuni vegetali, per fare qualche altro esempio, sono molto importanti, ma di tutte queste cose non si parla mai quando l’ esperto di turno si pronuncia su questo tema, perchè l’ unica cosa che si sa dire è sempre la stessa ottusa raccomandazione di assicurarsi un “adeguato apporto” di calcio consumando regolarmente latticini.
E a dare il colpo di grazia al mito del latte, dovrebbe infine bastare questa semplicissima, banalissima considerazione, alla quale, naturalmente, neppure i più scafati scienziati pensano mai :
In tutto il regno animale, fra le tante migliaia di specie, non ce n’è una, dico U-N-A, che si nutra di latte. Perfino i cuccioli di mammifero, una volta terminato il periodo fisiologico dell’allattamento materno, smettono definitivamente di assumere questo alimento, e tantomeno lo fanno col latte di una specie diversa dalla loro.
Dunque NON C’E’ AL MONDO UN SOLO MOTIVO PLAUSIBILE per pensare che noi umani dovremmo costituire l’ unica eccezione.
Questo, al mio paese, significa ragionare col cervello, e non … con le parti basse, come troppe persone invece fanno.
… Ma siccome è sancito anche nella Costituzione e perfino nei Dieci Comandamenti che una nutrizione corretta deve comprendere latte e derivati, ecco la necessità di arrampicarsi sugli specchi, pur di sostenere una tesi palesemente assurda.
Così, chiarita finalmente (spero) l’ annosa questione dell’ osteoporosi, e ribadito che i prodotti caseari non sono certo la soluzione al problema, potendo solo aggravarlo, non rimarrebbe che da passare ai sicuri danni che essi producono, supportati da una imponente mole di ricerche, che però vengono sistematicamente ignorate.
Questo però è un blog, e non un trattato di nutrizione (ammesso che i trattati di nutrizione parlino di queste cose), perciò, sia pure a malincuore, me ne dovrò astenere, rimandando il lettore che fosse interessato ad approfondire alla ricca letteratura da tempo disponibile sull’argomento.
Comunque, data la sua importanza e la terrificante disinformazione che esiste in merito, voglio almeno segnalare alcuni dei problemi correlati appunto al consumo dei latticini :
Arteriosclerosi ed altre patologie cardiovascolari ; vari tipi di tumori ; disturbi intestinali e a carico del sistema immunitario (allergìe e altro) ; diabete giovanile (i bambini che assumono latte vaccino nei loro primi due anni di vita rischiano da undici a tredici volte di più rispetto a chi se ne astiene) ; disturbi femminili.
E’ doveroso poi informare ( e un medico di scuola naturista ve lo potrà confermare) che i prodotti caseari sono i maggiori responsabili della formazione di muco eccessivo e anomalo che è alla base di una miriade di disturbi e malesseri anche seri, di cui la medicina ufficiale non capisce la natura, nè l’origine e che vengono naturalmente trattati coi soliti rimedi sintomatici che non servono a niente se non a creare le premesse per ulteriori ( più gravi ) problemi futuri.
Con tutto ciò, mi guardo bene dal consigliare la totale eliminazione dei latticini dalla propria dieta.
Una scelta così radicale è possibile (e anche auspicabile), ma solo a patto di sapere molto bene quel che si fa … e sono pochi gli esperti in grado di dare validi consigli in questo senso (che andrebbero eventualmente personalizzati).
Michele Nardella
3 Comments to “Latte, il mito di pasta frolla”
Mi è piaciuto l’articolo, dal punto di vista della completezza dell’argomento.
Permettimi di aggiungere due parole a proposito del modo in cui viene prodotto il latte, anche se sono un po’ fuori tema.
Tiziano Terzani in una delle sue interviste faceva riferimento al latte dicendo “ma quale latte? non sai mai quale è quello vero, viste le etichette che riportano. Il latte dovrebbe essere latte e basta!”
Il Marketing del latte ricopre una estesa branchia del commercio, essendo presente praticamente in quasi tutti i cibi, come lo è anche lo zucchero(anche con altre denominazioni come destrosio, saccarosio, maltosio, lattosio,ecc.), presenti entrambi dai latticini ai dolcetti di tutti i tipi confezionati, fino ai salumi e alle coserve di ogni tipo.
Ma come viene prodotto il latte? Possiamo dissociare il prodotto dal modello di produzione?
Secondo me no, non è possibile.
A questo proposito volevo far riferimento anche condizioni delle mucche.
In primavera nel periodo della fiera di Verona, in un servizio giornalistico della rai, veniva evidenziata la mucca vincitrice del I premio per quantità di latte prodotto, esaltando la sua grandezza e mole, le sue mammelle ampie e gonfie che gli permettevano di produrre per l’appunto decine e decine di litri di latte al giorno.
In quel periodo sempre in un altro servizio giornalistico prodotto da http://www.current.org, che è visibile sui programmi satellitari come CURRENT, spiegavano che le mucche usate per la produzione di latte, hanno un periodo di produzione efficiente, o meglio, mantenuto tale, per circa due anni, poi sono animali “finiti” e vengono destinati alla macellazione perchè …
Perchè sia possibile una produzione di tale livello, sono sottoposti ad un regime alimentare totalmente diverso da quello a loro naturale e congeniale, a base di mangimi composti appositamente per quel tipo di produzione, non erba e fieno, ma vari tipi di farinacei cereali e altro.
Questo comporta che negli stomaci degli animali si producano in continuazione delle piaghe e delle infezioni interne che devono essere curate costantemente con antibiotici e vari medicinali. Questi poi finiscono nell’alimento.
Ciò non bastasse, queste mucche sono soggette alle mastiti, che rendono le mammelle dure e le fanno soffrire in modo assai evidente, e per sopperire a queste infezioni, vengono usati ancora medicinali, e noi sappiamo che fine fanno poi.
Alla finfine non si può dire che il latte sia un alimento puro.
Vorrei far notare anche che la vibrazione stessa che viene emessa non è delle migliori, perchè si addizionano il mancato rispetto dell’essere vivente (forse ci siamo dimenticati che lo sono, a causa dei nostri interessi) al fatto che esso è costretta a vivere in spazi specifici dove deve continuare a mangiare del cibo che non è quello idoneo perchè possa alla fine produrre “del buon latte”, il più delle volte non vengono tenute pulite; i mezzi per estrarre il latte nel tempo provocano delle ferite e addirittura delle piaghe alle mammelle.
La produzione del latte così come viene effettuata in questo periodo storico, è senz’altro di pessima qualità, perchè provoca sofferenza, inquinamento e intossicazione.
Poi c’è il seguito.
La mucca dopo due anni viene tolta dalla produzione, ma non può più ritornare ad essere la mucca che si nutre di fieno ed erba, i suoi stomaci sono stati rovinati, la salute, imposta con medicinali, l’ha indebolita e il regime alimentare imposto per la produzione del latte l’ha alterata nei suoi tessuti fondamentali.
Una mucca può vivere nella normalità più di dieci anni.
Queste dopo due anni di supersfruttamento vengono uccise e forse vendute in qualche supermercato a prezzi superscontati oppure alle industrie alimentari che producono quegli alimenti già preparati industrialmente.
Per quanto riguarda l’assunzione di calcio, è sempre fondamentale il senso macrobiotico del centro. E’ fondamentale tutto quello che viene dalla vita e che la riproduce, mi riferisco ai semi in particolare a quelli più piccoli, sesamo, miglio, riso selvatico ecc. Ma di questo c’è appunto un’ampia e ricca esposizione letteraria.
Cordiali saluti
Gianni Codardini
Caro Gianni,
grazie per la risposta.
Sono ben consapevole di tutte le magagne del latte industriale e sono anche stato tentato di farne cenno nel mio articolo, ma, come puoi capire, è impossibile riassumere in un post tutto quello che ci sarebbe da dire sul latte. Mi sono limitato perciò ad esprimere a parole mie, usando anche un pò di ironìa che in certi casi non guasta, quei concetti che ritengo fondamentali perchè ognuno possa rendersi conto delle assurdità che da sempre circolano sull’ argomento.
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