mercoledì 31 ottobre 2018

Malattie, vaccini e la storia dimenticata (Dissolving Illusions)

La d.ssa Suzanne Humphries
Non sarebbe curioso e interessante poter leggere giornali e documenti storici antichi risalenti a due secoli fa o anche più?
Si verrebbe così probabilmente a conoscenza di fatti sconosciuti o dimenticati e magari si scoprirebbe che la storia così come ci è stata tramandata è un pò diversa da come sono andate in realtà le cose.

Ebbene, è ciò che sono riusciti a fare la d.ssa Suzanne Humphries, nefrologa, e l'ingegnere informatico Roman Bystrianyk, che dal 1996 studia la storia delle malattie e dei vaccini in particolare.

Ciò che li ha spinti a collaborare in quella che sembrava un'impresa al limite dell'impossibile è stata l'esigenza di far luce sulle affermazioni che con tanta ostentata sicurezza ci sono sempre state propinate dappertutto dai soliti esperti o presunti tali in merito ai vaccini, prima fra tutte il noto mantra secondo cui questi avrebbero il merito di aver debellato malattie epidemiche che una volta falcidiavano senza pietà le popolazioni inermi.

Tutto cominciò diversi anni fa quando alla d.ssa Humphries capitarono in breve tempo tre pazienti con blocco renale completo che comportò la dialisi (uno di questi morì mesi dopo per complicanze) e tutti e tre dichiararono spontaneamente di essere stati bene prima di aver fatto la vaccinazione antinfluenzale. Così, in seguito a questi primi episodi, la nefrologa prese l'abitudine di chiedere l'anamnesi vaccinale a tutti i suoi pazienti, cosa che le permise di scoprire spesso una correlazione temporale tra vaccinazione e danno renale insinuandole inquietanti dubbi sulla millantata sicurezza dei vaccini.

Ed è per questo che l'encomiabile dottoressa in un insopprimibile slancio etico ha rinunciato ad una carriera di successo come nefrologa, abbandonando il suo lavoro sicuramente molto remunerativo, per abbracciare una causa che l'ha vista impegnata a tempo pieno nel cercare le risposte che la scienza ufficiale non sapeva darle e prendere al contempo le distanze dall'ambiente ostile dei suoi colleghi.

Quanto al suo compagno d'avventura, ad animarlo sono state motivazioni analoghe, avendo avuto i figli danneggiati in seguito a vaccinazione.

Unendo le loro forze diedero così inizio ad una immane ricerca durata anni non solo in ambito strettamente scientifico, ma soprattutto in quello storico allo scopo di accertare i fatti reali che testimoniassero i presunti successi dei vaccini nel prevenire le malattie, come  si è sempre pensato e come gli organi ufficiali  assicurano per convincere gli scettici.

Il frutto di cotanto meticoloso lavoro è racchiuso in un libro che riassume nel titolo le conclusioni delle capillari ricerche, "Malattie, vaccini e la storia dimenticata", come s'intitola nell'edizione italiana arrivata dopo varie peripezie ad inizio 2018, mentre il titolo originario, ancora più esplicito, è "Dissolving Illusions" (Illusioni che si dissolvono).

E ai soliti obiettori, detrattori, critici da strapazzo che mettessero in dubbio la fondatezza delle informazioni riportate nel libro posso rispondere tranquillamente che è praticamente impossibile star dietro alla sterminata quantità di note e riferimenti bibliografici, immagini fotografiche d'epoca, grafici e quant'altro ivi contenuti. Per quanto non sempre facile, tutto è controllabile dunque. Già nelle prime pagine delle circa 450 di cui è composta l'opera, dove ci sono i ringraziamenti, si può notare la lunga lista di persone, compresi medici, che hanno sostenuto gli autori nella faraonica impresa, aiutandoli ad indirizzarli a speciali archivi di riviste mediche e biblioteche specializzate in documenti storici e a controllare la fondatezza delle notizie.

Ci sono fatti riportati con dovizia di particolari che fanno davvero rizzare i capelli e vorrei proprio vedere che faccia farebbero i vari Burioni & co se solo li leggessero...

Fra questi un libro pubblicato nel 1889 scritto da un medico, dr. Charles Creighton, che sollevava pesanti dubbi sulla pratica vaccinale di cui criticava la procedura, le magagne nella sperimentazione di Edward Jenner (l'inventore del primo vaccino della storia, quello contro il vaiolo), mettendone in luce inoltre l'inefficacia e i rischi, compresi i decessi per eresipela, una malattia della pelle, in seguito al vaccino anti-vaiolo. Un suo documento, sempre in quel periodo, fu poi pubblicato sull'Enciclopedia Britannica, ma nel 1903 alcuni dati contenuti nell'articolo furono rimossi fino alla sua completa eliminazione nel 1922 (pagg. 78 e 409).

Un altro fatto eclatante completamente ignorato dalla storia ufficiale è il caso di Leicester, una cittadina inglese di quasi un quarto di milione di abitanti dove nel 1885 ebbe luogo una imponente manifestazione con decine di migliaia di partecipanti provenienti anche da città limitrofe per protestare contro l'obbligo di vaccinare per il vaiolo tutti i bambini entro i tre mesi d'età, pena pesanti sanzioni e perfino detenzione. Obbligo rèsosi necessario pochi decenni prima a causa del rifiuto di molti genitori verso quella nuova pratica dovuto ai numerosi effetti dannosi che avevano potuto constatare. Rifiuto che si fece più che mai violento dopo che nel 1872 una eccezionale epidemia di vaiolo abbattutasi in Inghilterra aveva causato migliaia di malati e centinaia di morti nella sola Leicester nonostante l'alto tasso di vaccinazione.

Ebbene, sulla scia di quella manifestazione e di tante altre reazioni indignate quello stesso anno la nuova giunta comunale di quella città si vide costretta ad abolire l'obbligo e ad optare per una nuova strategìa preventiva rivelatasi poi vincente.  Entrò così in vigore una serie di provvedimenti  consistenti nell'obbligo di denuncia immediata, per chi ne fosse a conoscenza, dei casi di vaiolo, pena una sanzione, ricovero del malato, isolamento e messa in quarantena dei soggetti che avevano avuto contatti con l'infetto e disinfestazione dell'abitazione da esso frequentata.

E' opportuno poi far notare che, a dispetto dei soliti vaccinisti profeti di sventure che prevedevano catastrofiche conseguenze a causa delle mancate vaccinazioni, nei 62 anni successivi, cioè fino a quando in Inghilterra non fu revocato l'obbligo, a Leicester si verificarono complessivamente molti meno casi di malati e morti per vaiolo rispetto ad altre città inglesi con alta copertura vaccinale, sancendo definitivamente l'efficacia e la superiorità del "metodo Leicester" rispetto alla vaccinazione.

Ma nè questo, nè i rimedi erboristici e altri naturali in passato usati per combattere le infezioni e oggigiorno del tutto dimenticati (non essendo brevettabili, l'industria farmaceutica non ha alcun interesse a promuoverli) e ai quali è dedicato ampio spazio nel libro assieme all'importanza delle vitamine A e C hanno potuto incrinare la fede nei vaccini come unica difesa contro le malattie infettive.

Nel riferire e commentare fatti storici ormai dimenticati tuttavia la d.ssa Humphries illustra anche alcuni aspetti scientifici poco noti e non tenuti in considerazione dagli stessi "addetti ai lavori", come il fatto che l'immunizzazione è un fenomeno ben più complesso di quanto si pensi secondo la visione riduttiva corrente che non considera il ruolo dell'immunità cellulare e pertanto non può essere valutata usando come unico parametro il titolo anticorpale. Lo provano fra l'altro i bambini affetti da agammaglobulinemia congenita, che si ammalano di morbillo con le stesse modalità di tutti gli altri e ne risultano poi altrettanto immunizzati pur non presentando  anticorpi nel loro siero. Inoltre gli stessi anticorpi indotti da vaccino possono addirittura rendere più vulnerabili alla malattia per la quale si intende immunizzare, come pure ad altre, per via di un fenomeno conosciuto come "peccato originale antigenico" (pagg. 303 e 341).

A tal proposito si legge a pag. 305: "La ragione per cui gli immunologi e gli scienziati esperti in vaccini non parlano del peccato originale antigenico è perché se dovessero spiegarne al pubblico il significato, in linea di principio e di fatto, dovrebbero spiegare che la vaccinazione vìola uno dei cardini portanti e fondamentali dell'immunologia. Dovrebbero ammettere che l'immunità alla pertosse data dal vaccino è di gran lunga inferiore  e che ha delle conseguenze immunologiche non volute che si riflettono nel futuro".

Inoltre a pag. 308: "Il sistema immunitario resta una scatola nera - dice Gary Fathman MD, professore di immunologia e reumatologia, nonchè direttore associato dell'Istituto di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive - ... Al momento stiamo ancora facendo gli stessi esperimenti di quando ero studente in Medicina alla fine degli anni '60... E' impressionante quanto la questione sia complessa, coinvolgendo almeno 15 tipi di cellule che interagiscono e immettono nel sangue dozzine di molecole diverse per comunicare le une con le altre e per dare battaglia... Non possiamo neppure essere certi di capire quando il sistema immunitario non sta funzionando nel modo giusto, figurarsi se possiamo saperne il motivo".

Alla luce di tutto ciò non può che sconcertare e irritare la supponenza delle autorità e di chiunque con tono saccente non ammette alcuna discussione sull'efficacia e sicurezza dei vaccini.

A questo punto dovrebbe essere più che evidente, e molti già lo sanno, che il declino di alcune malattie infettive che una volta flagellavano le popolazioni non è da attribuire ai vaccini (che avranno avuto al massimo un ruolo marginale) bensì ai miglioramenti delle condizioni di vita sociale. Infatti addirittura i primi tre capitoli del libro sono dedicati alle tante testimonianze di degrado, povertà, mancanza di igiene, promiscuità, denutrizione che affliggevano per tutto il secolo diciannovesimo molte città nel mondo, non escluse le più civilizzate e al di sopra di ogni sospetto. Situazione che andò gradualmente migliorando solo dall'inizio del '900.

E' curioso che le autorità riconoscano questa motivazione per giustificare il declino di malattie per le quali in passato non c'era il vaccino, come scarlattina, tifo, colera ecc., mentre per le altre per le quali esiste il vaccino il merito viene attribuito sempre e soltanto a quest'ultimo. Ma, come giustamente fa notare la d.ssa Jayne L.M. Donegan nella prefazione, non potrebbe essere - così per fare un'ipotesi - che le stesse ragioni che hanno fatto quasi scomparire certe malattie siano nello stesso lasso di tempo all'origine del declino di tutte le altre divenute bersaglio di vaccini? Eppure questo dubbio elementare non sembra sfiorare gli "esperti".

Come vedete, si tratta di un libro assolutamente unico nella pur nutrita letteratura critica sui vaccini, pieno zeppo di preziosissime informazioni scottanti che non si trovano da nessuna parte. Per questo si rivolge non solo a chiunque sia sensibile a questo tema, ma soprattutto a tutti i medici, e in particolare, com'è ovvio, a pediatri ed immunologi purché sinceramente desiderosi di documentarsi seriamente e disposti a ragionare con la propria testa, senza dunque lasciarsi condizionare dall'indottrinamento subìto.

Concludo con una massima di John Fitzgerald Kennedy che calza perfettamente con l'atteggiamento dogmatico e fideistico della nostra società nei confronti dei vaccini, e che non a caso è riportata nel libro a pag. 408:

"Il grande nemico della verità molto spesso non è la bugìa - deliberata, pianificata e disonesta - bensì il mito persistente, persuasivo e irrealistico. Credere nei miti permette il conforto dell'opinione senza il disagio di dover pensare".

Michele Nardella

Malattie, vaccini e la storia dimenticata
 

5 commenti:

  1. Salve sono uno studente della facoltà di chimica farmaceutica di Catania, sono stato il promotore della traduzione italiana di questo libro, grazie all'supporto della casa editrice il leone verde.
    Per sua riconoscenza, la casa editrice mi ha dato la possibilità di poter proporre il libro allo stesso prezzo di libreria, ma con la possibilità di utilizzare metà del prezzo del libro per finanziare la realizzazione del mio utopico progetto: la realizzazione di un ecovillaggio agricolo indipendente sull'Etna.
    Sulla mia pagina Alvise Zen, medico della peste potrete approfondire questo progetto ma soprattutto potrete essere coinvolti nella divulgazione di altri antichi e preziosi testi che sto traducendo capitolo su capitolo per far sì che tutti gli italiani possano arricchire la loro conoscenza.
    Grazie infinite per l'attenzione.

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  2. Grazie a lei per il suo prezioso contributo.
    Visiterò la sua pagina e le faccio i miei migliori auguri.

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  3. Complimenti Michele per la segnalazione, un altro notevole scoop. La tua passione e integrità ormai sono leggenda. Ne parlerò ai miei allievi, grazie! :-)
    Viviana

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    1. Grazie, Viviana,
      come posso non sentirmi lusingato dal tuo plauso, data la stima che nutro per te?
      E giacchè siamo in argomento ti comunico che ho scritto circa una decina di post sul tema vaccini, inoltre voglio farti leggere una email ricevuta qualche giorno fa nientemeno che da Fabio Tizian, giornalista-scrittore e co-fondatore della casa editrice "Il Leone Verde" che ha pubblicato il libro in questione:
      Gentile sig. Nardella,
      Ho appena letto la sua recensione e volevo ringraziarla e complimentarmi per l’accuratezza, la precisione e le belle parole dedicate al libro.
      Siamo in tempi in cui la recensione di un libro troppo spesso si riduce alla copiatura della quarta di copertina. Lei invece ha dimostrato di averlo letto a fondo e di avere profuso un impegno non indifferente anche nella redazione della sua ottima critica.
      Vorrei mettere il link della sua pagina sul nostro sito alla pagina dedicata al libro stesso. È d’accordo, vero?
      Ancora grazie e cordialissimi saluti

      Fabio Tizian

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  4. A causa della "storia dimenticata" non ero al corrente delle informazioni che hai pubblicato. Sono molto, molto interessanti. Grazie

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