sabato 6 marzo 2021

Di male in peggio...

 


No, vi prego, ditemi che non è vero, ditemi che è solo un sogno, un terribile incubo orwelliano da cui non vedo l'ora di risvegliarmi.

Un incubo cominciato ormai un anno fa esatto, quando mai avrei neanche lontanamente immaginato che l'umanità potesse sprofondare in un abisso di demenzialità e follia come quello cui stiamo assistendo. Mi sembra di trovarmi in un immenso manicomio quando vedo tutti 'sti mammalucchi imbavagliati dall'aria di zombie o alieni che hanno invaso il pianeta come in un film di fantascienza, individui dall'aspetto sinistro nell'anonimato dei loro volti rigorosamente coperti da quelle stupide, ridicole quanto inutili e pericolose mascherine, come dimostra una serie di studi  sull'uso di ogni tipo di tali presìdi (leggete qui, qui, qui, ma potrei continuare...).

Ma che importa! La religione del covidiotismo, come tutte le religioni che si rispettino, ha i suoi dogmi, perciò le mascherine vanno imposte a prescindere, a dispetto di ogni ragionamento, e così tutto procede come prima. Anzi, a rincarare la dose ci pensa adesso sua maestà Anthony Fauci , il quale se n'è venuto raccomandando addirittura di indossarne due:  un'implicita ammissione che una sola mascherina non è abbastanza efficace... E se due sono meglio di una, figuriamoci tre o quattro! Di questo passo non mi meraviglierei se ci obbligassero ad indossarne più di una ovunque 24 ore su 24 e, visto che adesso hanno inventato pure i tamponi anali (forse per formalizzare quanto ci stanno già facendo da un anno), magari dovremo metterne una pure sul buco del c...

Un'Italia che da mesi sembra trasformata in un immenso semaforo, con le sue regioni suddivise per tre colori (cui si sono aggiunte relative sfumature) che si alternano di continuo proprio come ad un incrocio, e la gente disorientata e confusa che si chiede di volta in volta quale colore sia in vigore nella propria regione, costretta a fare i salti mortali per star dietro a tutti i folli DPCM che si susseguono puntuali a scadenza di giorni e interpretarne il significato. Ma tranquilli, almeno per quanto riguarda i colori tutto si semplificherà perché fra un pò tutta l'Italia sarà contrassegnata  da un unico colore: il marrone (e non è difficile capire a cosa alludo... ).

Tutto per un virus alquanto irrequieto e birichino che, stanco di convivere con un pipistrello (col quale evidentemente non aveva problemi di compatibilità), o forse perché non sapeva cosa fare per passare il tempo, prima prova a trasferirsi in un altro animale (forse un serpente o un pangolino, secondo la narrativa ufficiale), e siccome neanche nel nuovo ospite deve essersi sentito a suo agio, decide di fare il salto di qualità e rompere le scatole a noi umani, forse per sentirsi importante e poter essere ricordato nella storia. Eh già, pensate... fra tante migliaia di specie animali ha scelto proprio noi come bersaglio al fine di sterminarci. Però... quando si dice la sfiga! A proposito, ma voi avete mai sentito di pandemie che abbiano fatto strage di gatti o cani, cavalli, asini, mosche, zanzare o qualsiasi altro animale inventariato nell'arca di Noè mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza della propria specie? Io no, ma potrei sbagliarmi.

Ma per fortuna a salvare il genere umano da una sicura estinzione ci penserà il provvidenziale dio vaccino, o meglio, i vaccini, perché si è scatenata una vera competizione tra le ditte farmaceutiche per accaparrarsi la fetta più cospicua del gigantesco mercato, invece di unire le forze alleandosi in un unico progetto, come sarebbe forse stato opportuno fare.

Come dite? L'unica certezza su questi vaccini messi a punto a tempo record (quando un'emergenza lo richiede, beh, si possono evidentemente fare anche i miracoli!) è che... non c'è alcuna certezza! Già, nessuna risposta ad ogni possibile, legittima domanda, come affermano gli stessi produttori, dato che la terza fase di sperimentazione si concluderà non prima della fine del 2023. Inoltre bisogna ricordare che questi (pseudo)vaccini, almeno quelli finora in uso, sono di nuova concezione, utilizzando mRNA al posto del virus attenuato, pertanto sono da considerare a buon diritto sperimentali, e le cavie naturalmente saremo noi. E così i Governi per premiare tanta encomiabile onestà hanno esonerato i fabbricanti da qualsiasi responsabilità civile e penale per eventuali danni conseguenti. Insomma tutti felici e contenti, a quanto pare, tra il popolo che implora il rimedio salvifico e i suoi fabbricanti.

Governi e industria farmaceutica che tuttavia ci ammoniscono che anche se vaccinati dovremo continuare ad osservare le misure finora imposte perché... di fronte a un mostro così terribile, a confronto del quale la peste manzoniana era una passeggiata, la prudenza non è mai troppa, tanto più perché con la comparsa delle tante varianti del virus (ormai se n'è perduto il conto tra quella inglese, brasiliana, sudafricana, israeliana e quella di Milano-Linate o di vattelappesca) non possiamo essere sicuri che questi vaccini funzionino altrettanto bene (in realtà la comparsa di queste varianti è più che verosimilmente proprio la conseguenza delle vaccinazioni, guardate qui, qui e qui), ma forse con una terza (o magari quarta, quinta...) dose di quelli attualmente in uso si potrà ovviare anche a questo inconveniente. Del resto che i virus, e in particolare proprio i coronavirus, di cui il SARS-CoV-2 fa parte, fossero soggetti a frequenti mutazioni genetiche era da tempo risaputo, tant'è che alcuni scienziati di quoziente intellettivo appena superiore alla media dei loro colleghi avevano messo in evidenza l'inutilità della vaccinazione antinfluenzale per un virus che muta praticamente ogni annata, come testimoniano i tanti fiaschi degli anni passati.

Insomma i produttori di vaccini avevano previsto tutto questo, tant'è che nel piano di approvvigionamento vaccinale è già previsto per l'Italia l'acquisto di 4 dosi invece delle due richieste per ogni immunizzazione e per la Gran Bretagna addirittura 6! Dunque questo suggerisce che fra un pò se ne verranno col dire che a causa delle varianti saranno necessarie ulteriori dosi utilizzando vaccini opportunamente adattati (se ne parla in questo video al minuto 6,35, per chi non lo volesse guardare tutto).

A questo punto qualche maligno si chiederà a che diavolo servano questi benedetti (o maledetti?) vaccini se non si sa se funzionino e per quanto tempo, se riescono a frenare i contagi (ma sembra proprio di no), nè se siano sicuri, sapendo oltretutto che in ogni caso, come ci dicono, dovremo continuare a condurre una vita disumana, ma questi sono dettagli, cavilli di chi non ha fede nella scienza e non sa che i vaccini sono il suo dogma centrale, un'istituzione che contribuisce oltretutto a dar da vivere a migliaia di lavoratori nell'industria farmaceutica: non vorremo mica metterli sul lastrico?

Ecco dunque, per convincere i tanti scettici o esitanti, scatenarsi il circo mediatico con la più agguerrita campagna promozionale della storia a colpi di slogan più vuoti della testa di tanti politici, con testimonial di tutto rispetto, come politici, attori, cantanti, VIP, gente comune e nientemeno che, udite udite...  papa Francesco! Già, proprio lui che evidentemente, nonostante i suoi stretti rapporti col Padreterno, non confida più nella Sua Provvidenza anteponendogli la fede nella scienza (?), e così in questa emergenza (?) per essere al passo coi tempi si è fatto megafono di Big Pharma esortando i fedeli, come in un banale spot pubblicitario, ad avere fede nel dio vaccino, il nuovo vero Salvatore dell'umanità, altro che Gesù Cristo!

E il sistema immunitario? - direte voi - Ma và, è un concetto superato, roba da complottisti... Quello se ne sta lì aspettando che arrivi un vaccino che gli dica cosa deve fare.

Da tutto ciò si evince che la formula per la salute perfetta e magari anche della vita eterna, chissà, come forse preconizza il transumanesimo, è a portata di mano: vaccinarci ogni 3 o 4 mesi a vita, ovviamente per tutte le possibili malattie ad eziologia batterica o virale.

 E vabbè, mi sono lasciato un pò andare perché sentivo un bisogno incontenibile di sfogare con l'ironia la mia frustrazione nel sentirmi impotente in questa situazione senza precedenti, e così per esorcizzare quella paura atavica per virus e germi più viva che mai in questo frangente (e più in generale il vittimismo nei confronti di ogni presunto nemico esterno) non mi stancherò mai di ricordare che la teoria dell'evoluzione di darwiniana memoria, o della selezione naturale, che dir si voglia, non è stata mai confutata. Essa ci dice che sopravvive il più forte, ossia quella specie vivente che sa meglio adattarsi all'ambiente in cui vive. Se i microrganismi fossero più forti di noi umani, come vogliono farci credere e come tutti pecorescamente credono, un tale svantaggio non avrebbe potuto non avere conseguenze fatali in termini evolutivi; invece guarda caso non solo la nostra specie è sopravvissuta, ma si è perfino evoluta proprio grazie a quelle sfide. Come si può pensare che situazioni analoghe a quella attuale non si siano già verificate un'infinità di volte nell'arco di decine e centinaia di migliaia di anni? Pensate a cosa sarebbe successo quando i nostri più lontani antenati non sapevano neppure che cosa fosse un virus, per non parlare di mascherine, distanziamento, antibiotici e vaccini!

Questo dovrebbe farci capire che se siamo arrivati a dover temere tutto ciò che è percepito come un pericolo esterno è perché c'è qualcosa che non va nel nostro modo di guardare la realtà e nella condizione in cui ci siamo ridotti a viverla.

E a tal proposito è opportuno ricordare che Louis Pasteur, ossia proprio colui che è conosciuto come il padre della microbiologia e della teoria che individua nei microrganismi la causa delle malattie, in punto di morte riconobbe che il suo rivale, il fisiologo francese Claude Bernard con cui si era scontrato perché sosteneva una tesi opposta, aveva ragione pronunciando la celebre frase: "Il terreno è tutto; il microbo è niente", riconoscendo così l'importanza determinante delle condizioni di salute individuali nell'impedire o favorire l'azione patogena di fattori esterni all'organismo.

Ma, come purtroppo sappiamo, questo "dettaglio" è stato sistematicamente ignorato fino ad oggi perché non era funzionale al sistema vigente basato sulla farmacodipendenza. Del resto è molto più facile e remunerativo individuare un preciso soggetto e farne il capro espiatorio solo perché apparentemente pericoloso, piuttosto che impegnarsi individualmente a cambiare mentalità ed abitudini di vita.

Michele Nardella

Eresia Eresia
Riflessioni politicamente scorrette sulla pandemia di Covid-19
Massimo Citro

Compralo su il Giardino dei Libri

2 commenti:

  1. Questo blog sul Covid-19 è il più bello che io abbia mai letto; anche perché l'ironia mette in pace la coscienza e la conoscenza. L'ho riletto tre volte. Complimenti.

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    1. Grazie mille, cara Giancarla.
      Mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato questo post per l'ironia che lo contraddistingue dagli altri sullo stesso tema.
      Sai, la situazione è diventata talmente incredibile e intollerabile che non vedevo l'ora di dar sfogo a tutta l'ironia di cui sono capace, perché di fronte a certe assurdità, plateali bugie e incongruenze è spesso inutile dare risposte razionali quanto ovvie (se la gente non ci arriva da sola vuol dire che è proprio messa male) e credo che l'ironia sia la migliore arma in grado di evidenziarle.

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